Anche Papa Leone l’ha fatto: imitando un gruppo di bambini in visita ha fatto un gesto che ormai fanno quasi tutti i giovanissimi e, con il suo accento degli States, ha pronunciato quel «six seven» che fa impallidire genitori Millennial e nonni Boomer.
La lingua dei giovani
Ogni generazione ha la sua lingua. Un modo per segnare le distanze con i genitori e l’appartenenza al gruppo dei coetanei. Come non ricordare le battute di Nando-Sordi di «Un americano a Roma», tutto parole straniere, il linguaggio dei tre personaggi senza tempo di «Un sacco bello» di Verdone, il «cioè» ripetuto fino allo sfinimento negli anni Ottanta, tanto da aver dato il nome anche al settimanale, o il «figo» degli anni Novanta.
Non è strano non capire cosa si dicono i ragazzini, fa parte del gioco delle parti, ma per capirli meglio ecco un breve elenco che non ha la pretesa di essere esaustivo dato che – aggravante per noi già esclusi dalle conversazioni – ogni zona ha le sue peculiarità. E allora torniamo al nostro «six seven», il tormentone del momento.
Six seven
La prima cosa da sapere è che non vuol dire nulla, né l’espressione e neppure il gesto che l’accompagna che si fa muovendo le mani su e giù con il palmo rivolto verso l’altro. Pare che il tormentone nasca da una canzone del rapper Skrilla, «Doot doot (6 7)», ma nulla di più.
Chill
Se i vostri figli vi dicono «Chillati!» vi stanno invitando a rilassarvi, a stare calmi. Da qui una serie di espressioni, come «stai nel chill/stai chill», a chi è nervoso, in ansia o va troppo di fretta, o «chill guy». Questa espressione è diventata talmente virale da dar vita anche a un personaggio, un cane antropomorfo abbigliato con un look casual. Più rilassato di così!

Glasso
Questa parola che deriva dall’inglese «glass», vetro, ed è stata lanciata dallo youtuber Giovannino: significa figo, top o fresco. Una parola multiuso da usare in diverse occasioni e contesti.
Bro
Questa ormai è conosciutissima, usata da anni e quindi anche dagli adulti. Ma resiste nel tempo. Sta per fratello, nel senso di amico, persona che condivide stile, idee ed esperienze.
Cringe
Se vi dicono «Sei cringe» significa che state facendo qualcosa di imbarazzante, tanto da provocare disagio e vergogna. Non è un insulto, ma vi stanno invitando a stare più composti. A volte tocca anche ai figli sgridare i genitori.
Flexare
Deriva da «to flex» e i ragazzi lo usano per indicare l’atteggiamento di mettersi in mostra o qualcosa del quale andare fieri.
Un avvertimento
«Ogni generazione ha il proprio slang – spiega Cristina Pasqualini, professoressa associata di Sociologia all’Università Cattolica – ed è giusto che sia così perché crea spirito generazionale. Quello che suggerisco è di non scimmiottare i giovani utilizzando il loro linguaggio, perché questo li infastidisce dato che è la cifra della loro generazione, o prenderli in giro per questo. È importante conoscere le loro parole, ma non bisogna appropriarsene».




