CronacaBassa

Arnie, essenze e fiori: cercasi «casa» per il Bosco delle api di Leno

Gianantonio Frosio
Avviato il progetto che unisce ambiente e didattica. Stanziati 30mila euro
Un'ape impollina un fiore - © www.giornaledibrescia.it
Un'ape impollina un fiore - © www.giornaledibrescia.it
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Non che, al momento, siano senza casa: vivono dappertutto, come fanno da sempre. Però, rispetto ad altre, ad esempio quelle di Flero e Montichiari, che hanno un bosco tutto per loro, le api di Leno potrebbero sentirsi di serie B, figlie di una regina minore. Contesto destinato a cambiare, perché Leno avrà un Bosco delle api: un appezzamento di terra allestito a bella posta con comode arnie ed essenze capaci di fornire agli insetti il nettare da trasformare in miele.

Il progetto, che unisce ambiente e didattica, è in itinere: può contare su un bel gruzzoletto (più di 30mila euro) che l’Amministrazione comunale ha inserito nel bilancio 2026 alla voce «realizzazione Bosco delle api. Progetti ambientali e tutela del territorio in collaborazione con le scuole».

Grandi creature le api. In principio erano vespe carnivore, poi, quando nel Cretaceo si diffusero i fiori, cambiarono alimentazione. In cento e passa milioni di anni hanno imparato a costruire favi in ogni dove: sugli alberi, sotto i cornicioni, nei pertugi del terreno… Non disdegnano le arnie, come quelle che verranno utilizzate col progetto che l’amministrazione comunale intende portare avanti insieme con le scuole.

Valore educativo

Infatti, oltre a promuovere l’ambiente («aumentare il verde urbano, contrastare l’inquinamento, promuovere la biodiversità…»), il progetto ha un evidente e dichiarato valore didattico.

«La collaborazione con le scuole è fondamentale - anticipano gli assessori Rossella De Pietro ed Enrico Nascimbeni -. Coinvolgeremo i ragazzi nella progettazione e nella gestione del Bosco, che ci piacerebbe trovasse posto in un luogo non distante dalla scuola: non sappiamo se sarà possibile, ma ci proviamo. Se necessario potremmo ricorrere alle api senza pungiglione, che non danno problemi di convivenza. Stiamo incontrando esperti ed apicoltori, alla ricerca della soluzione migliore». D’accordissimo Vanda Mainardi, dirigente dell’Istituto comprensivo: «Per i nostri ragazzi può essere una (bella) esperienza in più, che li aiuterà a crescere».

Il dado è tratto, dunque: Leno avrà un paradiso delle api. Ogni fiore un buffet e il ronzio come colonna sonora.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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