L’antenna, alta più di trenta metri, è spuntata dalla sera alla mattina al villaggio Prealpino. Ed è scattata la mobilitazione. Venerdì scorso gli abitanti del quartiere si sono ritrovati con un grande traliccio a poche decine di metri dai giardini e, preoccupati per le emissioni e per l’impatto ambientale, si sono organizzati: una cinquantina di persone si è riunita in assemblea, un comitato è in formazione e sono partite le richieste di accesso agli atti e i controlli.
«Come Consiglio di quartiere non sapevamo nulla – afferma Anita Botta, presidente del Cdq Prealpino-Stocchetta –. Siamo preoccupati anche per la vicinanza con il «fungo» di via Conicchio, che ospita già diversi ripetitori». Qualcuno aveva notato lavori nel cortile di un’azienda privata senza immaginare che cosa sarebbe sorto. «Nessuno è stato avvisato, men che meno il Consiglio e l’antenna è spuntata da un giorno all’altro».
Le preoccupazioni
Mancano, al momento, informazioni ufficiali anche sulle caratteristiche dell’impianto. «Come Consiglio non abbiamo ricevuto comunicazioni», precisa Botta. Il primo contatto con gli uffici comunali non ha sciolto gli interrogativi: «Abbiamo scritto allo Sportello edilizia. A una email lunghissima ci hanno risposto in due righe che non c’è vincolo paesaggistico. Non ci preoccupa soltanto l’impatto visivo, ma anche la salute, la vivibilità e la sostenibilità del quartiere».
Mercoledì i cittadini si sono ritrovati in un’assemblea spontanea, alla presenza della vicepresidente del Cdq e alcuni consiglieri: «C’erano circa cinquanta persone – chiarisce Botta – e altre si stanno aggregando per la costituzione di un comitato che intende valutare alcune azioni, forse anche legali». Il Consiglio vuole capire come sostenerne le richieste e avviare un confronto con l’amministrazione. A suscitare perplessità è anche la vicinanza al «fungo» che ospita già diversi ripetitori ed è distante appena un centinaio di metri. Tra i timori espressi dai cittadini ci sono le emissioni, l’impatto sul paesaggio e una possibile svalutazione degli immobili.
Il punto
Per il momento i residenti si stanno muovendo in autonomia per trovare risposte a quanto accaduto. Durante l’assemblea è emerso che qualcuno dei partecipanti ha richiesto un accesso agli atti per conoscere l’iter della domanda e della realizzazione dell’antenna.
È stata inviata anche una domanda all’Arpa di Brescia per chiedere controlli sul nuovo impianto e su quello preesistente: «Dall’agenzia per la protezione dell’ambiente – racconta una residente – mi hanno ricontattata spiegandomi di rivolgermi al Comune perché richieda le verifiche sull’impatto ambientale e sulle emissioni dell’antenna».
Restano da acquisire autorizzazioni e pareri tecnici: le testimonianze raccolte non documentano irregolarità o superamenti dei limiti, ma i residenti chiedono di conoscere gli atti e avere risposte sui controlli, capire che cosa sia stato installato, quali verifiche siano state svolte e come verranno informati gli abitanti.



