Cronaca

Sabbio Chiese, preoccupa l’antenna 5G da 40 metri: scatta la petizione

Alla richiesta di installazione il «no» secco del Comune, che promuove una raccolta firme
Erik Fanetti
Un antenna per la telefonia in una foto d'archivio © www.giornaledibrescia.it
Un antenna per la telefonia in una foto d'archivio © www.giornaledibrescia.it

A Sabbio Chiese il progetto per la costruzione di un’imponente antenna 5G alta oltre 40 metri ha già acceso dubbi e preoccupazioni nella comunità. L’opinione pubblica è divisa tra chi vede nell’infrastruttura un’opportunità di progresso tecnologico, capace di garantire una connessione più stabile e veloce, e chi teme un impatto negativo sull’ambiente, sul paesaggio e sulla qualità della vita.

Per i telefonini

La società CellNex Italia spa ha presentato nei giorni scorsi la richiesta di autorizzazione per installare una stazione radio base di telefonia mobile su un terreno privato in via Caduti, a poca distanza dal Bici Grill. L’iter autorizzativo è in corso presso la Conferenza dei servizi, alla quale partecipano Arpa, Ats, la Soprintendenza e il Comune, che ha espresso un parere contrario, seppur non vincolante. Le principali perplessità riguardano l’impatto ambientale e paesaggistico in una zona residenziale con abitazioni, aree verdi e un impianto sportivo frequentato da famiglie e bambini.

A queste si aggiungono i timori, ancora diffusi in parte della comunità, legati alla possibile esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche, un tema controverso e oggetto di dibattito scientifico. Non trascurabile è inoltre la preoccupazione per l’effetto che una simile struttura potrebbe avere sul mercato immobiliare locale, con il rischio di un deprezzamento delle abitazioni circostanti. «Quest'antenna potrebbe avere conseguenze negative sulla nostra comunità – ha rimarcato l’Amministrazione comunale in una nota –. Per questo è importante agire uniti per proteggere il nostro ambiente e la nostra salute».

Per dare voce a queste preoccupazioni e opporsi formalmente al progetto, il Comune ha promosso una raccolta firme attiva da venerdì scorso fino a domenica 10 nella sala consiliare del municipio, dove è necessario esibire un documento d’identità. «Firmare questa petizione è il primo passo per far sentire la nostra voce e chiedere agli Enti interessati di sospendere l’installazione – conclude l’Amministrazione –. Più firme raccoglieremo, più forte sarà il nostro messaggio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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