A Caino il sindaco si è visto costretto a chiudere l’Ufficio anagrafe. Una decisione obbligata, presa dopo che il Comune si è ritrovato improvvisamente senza personale in grado di garantire il servizio, proprio mentre incombono anche le scadenze legate al referendum.
A spiegare la situazione è il sindaco Cesare Sambrici, che in queste ore sta cercando soluzioni per garantire almeno le funzioni essenziali: «Per motivi personali l’unica responsabile dell’anagrafe resterà a casa per diversi mesi – spiega il primo cittadino –. Era una situazione che conoscevamo, ma da ieri non abbiamo più nessuno in grado di svolgere quel lavoro». E l’annuncio è arrivato anche in modo sarcastico tramite un cartello appeso all’ingresso dell’ufficio: «Dal giorno 12 marzo fino al giorno ??? è vietato nascere, morire, sposarsi o recarsi in questo ufficio per qualsiasi adempimento fino a data da destinarsi».



