«Vietato nascere o morire»: l’Anagrafe di Caino è senza personale e chiude

A Caino il sindaco si è visto costretto a chiudere l’Ufficio anagrafe. Una decisione obbligata, presa dopo che il Comune si è ritrovato improvvisamente senza personale in grado di garantire il servizio, proprio mentre incombono anche le scadenze legate al referendum.
A spiegare la situazione è il sindaco Cesare Sambrici, che in queste ore sta cercando soluzioni per garantire almeno le funzioni essenziali: «Per motivi personali l’unica responsabile dell’anagrafe resterà a casa per diversi mesi – spiega il primo cittadino –. Era una situazione che conoscevamo, ma da ieri non abbiamo più nessuno in grado di svolgere quel lavoro». E l’annuncio è arrivato anche in modo sarcastico tramite un cartello appeso all’ingresso dell’ufficio: «Dal giorno 12 marzo fino al giorno ??? è vietato nascere, morire, sposarsi o recarsi in questo ufficio per qualsiasi adempimento fino a data da destinarsi».
Referendum
Un problema non da poco per un ufficio che, oltre alle normali pratiche quotidiane, deve occuparsi anche di una lunga serie di adempimenti legati alle consultazioni elettorali: dall’invio dei dati alle notifiche, fino alla predisposizione dei manifesti e di tutta la documentazione necessaria.
Il Comune aveva provato ad attrezzarsi in anticipo. «Avevamo una graduatoria da cui attingere per una figura che potesse fare da jolly negli uffici – prosegue Sambrici – ma l’abbiamo esaurita: tutte le persone contattate hanno rinunciato all’incarico». Non solo: anche altre graduatorie utilizzabili per sostituire il personale dell’anagrafe sono state completamente consumate già nei mesi scorsi.
Prossimi passi
Per questo l’Amministrazione si sta muovendo su più fronti. A breve verrà pubblicato un nuovo bando, predisposto insieme al vicino Comune di Nave, ma nel frattempo si cercano soluzioni temporanee. «Purtroppo anche gli altri Comuni vicini hanno difficoltà di personale e non riescono ad aiutarci».
Sul caso si è attivata anche la Prefettura. «Il prefetto di Brescia e la sua vice si sono subito messi al lavoro per verificare se qualche Comune più grande e strutturato possa darci una mano. Ma si tratta comunque di soluzioni precarie».
Il sindaco
Nel frattempo alcune funzioni sono state accentrate direttamente sul sindaco. Essendo ufficiale d’anagrafe per legge, Sambrici può firmare gli atti necessari. «È un’ulteriore responsabilità – ammette –. Questa mattina ho dovuto occuparmi personalmente di una pratica di cittadinanza. Per fortuna posso chiedere un aiuto informale a un ex ufficiale d’anagrafe».
La situazione negli uffici comunali è però complessa anche per altri motivi. «Oltre alla responsabile dell’anagrafe – aggiunge il sindaco – negli ultimi mesi se ne sono andate altre tre figure. Oggi in municipio siamo rimasti in quattro, mentre fino a dicembre eravamo tra nove e dieci».
Ma la difficoltà non riguarda soltanto Caino. «Sempre più spesso i piccoli Comuni faticano a trovare personale – osserva il sindaco –. Gli enti più piccoli sono diventati meno appetibili per chi cerca lavoro nella pubblica amministrazione: le responsabilità sono molte e le possibilità di crescita professionale limitate, così molti preferiscono puntare su realtà più grandi».
Per questo il primo cittadino lancia anche un appello agli enti del territorio: «Se qualche Comune può darci una mano con personale temporaneo sarebbe fondamentale per garantire i servizi ai cittadini». Nel frattempo l’ufficio anagrafe resterà chiuso fino a quando non sarà individuata una soluzione, anche provvisoria.
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