«Stiamo rientrando verso Pokhara dopo essere rimasti bloccati sette ore su una strada in balia dell'alluvione. Speriamo di trovare un volo interno che ci riporti a Kathmandu e poi in Italia. Stiamo bene, ma la situazione qui è allucinante». Giovanni Fassini e Marco Lombardi sono le voci bresciane in diretta dal disastro: i due giovani amici, partiti il 13 agosto scorso per un viaggio che li ha portati fino al campo base dell'Annapurna, sono testimoni diretti dell'alluvione che sta mettendo in ginocchio il Nepal.
Questa mattina, a bordo di autobus locale, stavano percorrendo la strada che costeggia il fiume Seti: all'improvviso, il messo ha arrestato la marcia ed è scattato l'allarme. «L'autista ci ha detto che stava arrivando la piena del fiume e in pochi minuti è venuto giù tutto». Una valanga d'acqua si è mangiata la strada e ha spazzato via un ponte isolando il mezzo e tutti i passeggeri.

«Non potevamo nemmeno tornare indietro perché la strada era piena di fango e detriti», racconta il 42enne. Quando la furia dell'acqua si è placata, i soccorritori sono riusciti a liberare la strada dai detriti e il mezzo ha fatto dietro front per tornare a Pokhara. «Stiamo bene», rassicurano i due amici. «Speriamo di riuscire a raggiungere la capitale il prima possibile».



