Si apre una nuova possibilità per garantire la continuità del progetto Sai sul territorio. Il Sai, Sistema di accoglienza e integrazione, è il programma finanziato dal Ministero dell’Interno che accompagna richiedenti asilo e rifugiati attraverso percorsi di accoglienza, inserimento e progressiva autonomia. Dopo le difficoltà emerse nelle ultime settimane, legate all’uscita di Passirano alla scadenza dell’attuale contratto, il sindaco di Gussago, Giovanni Coccoli ha annunciato in Consiglio comunale una possibile soluzione che potrebbe consentire a Gussago di diventare Comune capofila.
Il piano B
La novità riguarda Castegnato. Anche questo Comune ha scelto di non proseguire oltre la naturale scadenza del proprio progetto Sai, ma, a differenza di Passirano, sarebbe disponibile a presentare la domanda necessaria per garantire la continuità del progetto e consentire successivamente il passaggio di consegne.
Il nodo era proprio questo. Passirano, attuale capofila del progetto che coinvolge Gussago e Rodengo Saiano, ha confermato di voler rispettare gli impegni fino al 31 dicembre 2026, ma senza assumere ulteriori responsabilità per la fase successiva. Gussago si era dichiarata pronta a subentrare, ma senza un passaggio formale la procedura rischiava di bloccarsi. Ora la Prefettura avrebbe prospettato una strada diversa: Gussago potrebbe entrare nel progetto attualmente guidato da Castegnato, che presenterebbe la domanda entro il termine prorogato di settembre. Il progetto potrebbe così proseguire in continuità, pur cambiando assetto.
Castegnato uscirebbe poi dal progetto, come già previsto, lasciando a Gussago il ruolo di nuovo Comune capofila. «La Prefettura ci ha chiesto se fossimo ancora disponibili a diventare capofila. La risposta è stata assolutamente sì», ha spiegato Coccoli. L’attuale progetto guidato da Passirano coinvolge 27 persone. La nuova proposta riunirebbe invece Gussago, Rodengo Saiano, Ospitaletto, Ome e Lograto, con circa 30 posti complessivi. Per Gussago non cambierebbe sostanzialmente la situazione sul territorio.
Il confronto
La soluzione non è però ancora definitiva. Tutti i Comuni coinvolti, compreso Castegnato, sono stati convocati in Prefettura per un tavolo fissato per oggi, dove dovrà essere confermata la possibilità di riconoscere la continuità del progetto pur con un diverso assetto. La novità è emersa durante un’interrogazione del consigliere di opposizione Roberto Gatta Zini (centrodestra), che ha sollevato dubbi sull’efficacia del servizio.
Secondo i dati richiamati, delle quasi 40 persone coinvolte negli ultimi tre anni soltanto tre risulterebbero inserite continuativamente nel mondo del lavoro. Il consigliere ha inoltre segnalato limitata partecipazione ai corsi e, in alcuni alloggi, problemi di sporcizia, muffa e carenze manutentive. Gatta Zini ha ricordato anche i circa 428mila euro annui destinati alla gestione del servizio e delle attività.
Coccoli ha riconosciuto che il sistema è «da perfezionare», ma ha ribadito la scelta politica di Gussago di mantenere un progetto strutturato di accoglienza. Rinunciare al Sai, ha spiegato, non significherebbe far scomparire le persone presenti sul territorio: in caso di mancato rinnovo, la ricollocazione non sarebbe necessariamente immediata e potrebbero sorgere difficoltà, soprattutto dove sono presenti minori. La possibile collaborazione con Castegnato rappresenta dunque una nuova strada per evitare che il progetto si interrompa.



