C’è tanta Italia (e un po’ di Lombardia) nell’empireo dell’hospitality: sono sei infatti le strutture alberghiere del Belpaese inserite nella classifica ufficiale di «The world’s 50 best hotels» per il 2026. L’ambito elenco, presentato ufficialmente a Parigi ne Les Salles du Carrousel a metà settembre, ha raggiunto quest’anno la sua quarta edizione, tra conferme e molte new entries, tra cui l’ingresso nella lista di dimore e alberghi a conduzione famigliare. Ad aggiudicarsi – di nuovo – il primo gradino del podio è stato il Rosewood di Hong Kong, premiato anche come Miglior Hotel dell’Asia: completano la top 3 il Capella Bangkok e il Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River, in una classifica che vede il continente asiatico occupare 18 posti, di cui ben sei nelle prime dieci posizioni.
Per trovare l’Italia bisogna scendere al quinto posto: a fregiarsi del titolo di miglior hotel d’Europa e miglior boutique hotel del mondo è infatti il Passalaqua sul Lago di Como. Aperto nel 2022, dopo anni di lavoro per recuperare l’omonima villa settecentesca che stava ormai andando in rovina, la dimora venne costruita dal nobile Andrea Lucini Passalacqua, e ha ospitato, tra gli altri, il musicista Vincenzo Bellini, che qui ha composto la Norma. Tre le tipologie di luoghi in cui si può soggiornare qua ci sono la Villa, il Palazzo e la Casa al Lago.
Completano la top 10 l’Atlantis The Royal di Dubai (quarto posto), il Rosewood Sao Paulo in Brasile (sesto), e, a seguire in ordine, il Mandarin Oriental Qianmen di Pechino, l’Upper House Honk Kong, il Chablé Youcatàn, a Chocoholà in Messico, e il Mandarin Hotel di Bangkok, terzo hotel della capitale thailandese nelle prime dieci posizioni.
Gli altri italiani
L’Italia torna al dodicesimo posto, occupato dal Four Seasons di Firenze e dai suoi 4,5 ettari di giardino incastonati nel cuore della città, a dieci minuti dal Duomo: l’hotel comprende anche un ristorante stellato Michelin, una spa e una piscina. Spazio poi all’Emila Romagna, con Casa Maria Luigia di Modena, al diciottesimo posto: la guest house, immersa nelle pianure emiliane, è gestita dallo chef Massimo Bottura e dalla moglie, Lara Gilmore. La struttura si sviluppa attorno alla villa principale settecentesca, e conta venticinque stanze, oltre a due piscine, un campo da tennis, l’area fitness, un parco, aree lounge, un forno a legna per la pizza e un orto. Gli ospiti devono avere più di dodici anni d’età.
Al trentaduesimo posto la capitale, con il Bulgari Roma, in piazza Augusto imperatore: 106 tra camere e suite tra cui la monumentale suite di 300 metri quadri con vista sul Mausoleo di Augusto e una spa di 1500 metri quadrati ispirata alle terme dell’antica Roma. Al trentanovesimo posta torna la Lombardia con il Portrait di Milano, del gruppo Lungarno, new entry della classifica e, come promette il sito, un luogo che combina «la privacy di una raffinata residenza milanese con una destinazione urbana animata da ristorazione, shopping, benessere e cultura, che ruota attorno all’iconica Piazza dell’hotel. Un luogo che esprime lo stile italiano, l’artigianalità e una visione contemporanea dell’ospitalità». È una struttura italiana, infine, anche la chiosa della classifica: cinquantesima posizione per il San Domenico Palace di Taormina dove hanno girato la serie «White Lotus» e dove Jeff Bezos ha trascorso la propria luna di miele.

L’Asia si aggiudica le posizioni più ambite, ma è l’Europa a guidare la classifica con 21 strutture: Italia e Francia in testa con sei hotel, e seguono il Regno Unito (4) e Grecia, Monaco, Austria, Svizzera e Turchia, ognuno rappresentato da una struttura. Per i britannici brilla Londra, che ospita tre strutture: Claridge's, Raffles London at The OWO e The Connaught. Fuori Londra, Estelle Manor a Witney. Nel resto d’Europa, Four Seasons Astir Palace in Grecia, Badrutt's Palace in Svizzera, che si aggiudica anche il SeiBellissimi Art of Hospitality Award, Hôtel de Paris Monte-Carlo a Monaco e Hotel Sacher Vienna. In Turchia, The Peninsula Istanbul fa il suo ingresso in classifica per la prima volta.
Come funziona la classifica
La classifica internazionale, che premia i migliori hotel del mondo, è organizzata dal gruppo editoriale britannico William Reed, già responsabile di The World's 50 Best Restaurants e The World's 50 Best Bars. Nata nel 2023, si basa sui voti di una giuria composta da oltre 800 esperti del settore, tra giornalisti di viaggio, albergatori e viaggiatori esperti, suddivisi in 13 aree geografiche. Ogni giurato può votare sette hotel nei quali ha soggiornato negli ultimi tre anni, ordinandoli in base alla propria esperienza. Non esistono criteri rigidi basati esclusivamente su stelle, servizi o dimensioni delle strutture: la classifica riflette le esperienze e le valutazioni personali dei giurati. Gli hotel, inoltre, non possono pagare per entrare in graduatoria né candidarsi autonomamente.



