Cronaca

Stelle degli hotel: chi le assegna e perché non c’entra il prezzo

Camere, servizi e controlli: la classificazione degli alberghi segue requisiti precisi previsti dalla legge. Al vertice la qualifica «L» che distingue l’ospitalità di lusso
L'insegna di un hotel 5 stelle
L'insegna di un hotel 5 stelle

Una piccola pensione essenziale o un resort sfarzoso sono uguali davanti alla legge. La tradizionale classificazione delle strutture ricettive col parametro delle stelle non è una scelta soggettiva, tendenza che si è amplificata con il largo utilizzo delle piattaforme online di prenotazione. Tale valutazione rientra infatti in una precisa cornice normativa, nazionale e regionale.

Un antecedente della disciplina alberghiera è il regio decreto 1102 del 24 maggio 1925, dedicato alle migliorie igieniche negli alberghi. Il regio decreto-legge 975 del 18 gennaio 1937 disciplinò invece la classificazione obbligatoria di alberghi, pensioni e locande in categorie. Dopo svariate revisioni normative si è giunti all'attuale testo di riferimento che funge da quadro nazionale, il decreto del 21 ottobre 2008 – denominato ufficiosamente «Italy Stars & Rating» – sugli standard minimi alberghieri. L’effettiva messa a terra della norma è però affidata al legislatore regionale. In Lombardia i riferimenti sono la legge 27 dell’1 ottobre 2015 (l’art.20 porta la dicitura Classificazione delle strutture ricettive), che disciplina classificazione, attività e controlli, e il regolamento 5 del 7 dicembre 2009, che stabilisce i requisiti minimi delle categorie.

Le stelle

Il sistema nazionale prevede una classificazione che va da 1 fino a 5 stelle, con una sesta categoria – i 5 stelle lusso – come denominazione aggiuntiva. In Lombardia il procedimento parte dalle dichiarazioni del gestore, sottoposte alla verifica della Provincia competente. La valutazione iniziale può ovviamente essere soggetta ad adeguamento e deve essere esposta in modo visibile all’interno e all’esterno della struttura.

Come si assegnano

I parametri che portano l’attore pubblico ad assegnare le stelle riguardano dimensioni e delle camere e dei bagni, orari del ricevimento, pulizie e cambio biancheria, conoscenza delle lingue straniere da parte del personale, spazi comuni, ascensori, servizi di colazione, bar e ristorazione, strumentazioni a disposizione (dalla tv alla cassaforte fino al frigobar e alla vasca idromassaggio) parcheggio, connessione a internet. Il prezzo invece non determina l’assegnazione delle stelle.

I 5 stelle lusso

Un capitolo a parte meritano i cinque stelle lusso: la denominazione aggiuntiva identifica alberghi con requisiti eccezionali di qualità, tipici degli esercizi di classe internazionale. Negli elenchi ufficiali non risultano distinti dai 5 stelle. A Brescia città non esistono tali strutture – l’unico 5 stelle è l’Hotel Vittoria – ma la futura struttura Casa Fasoli che sorgerà in piazza Loggia punta a ottenere la classificazione.

Come dovrebbe essere Casa Fasoli
Come dovrebbe essere Casa Fasoli

In provincia invece sei strutture sono associate esplicitamente alla denominazione 5 stelle lusso e cioè Eala My Lakeside Dream e Park Hotel Imperial a Limone, il Lefay Resort e il Grand Hotel Villa Feltrinelli a Gargnano, il Grand Hotel Fasano a Gardone Riviera e L’Albereta a Erbusco. L’elenco però non costituisce un censimento amministrativo completo.

Spostando lo sguardo sul piano nazionale, secondo il rapporto Datatur 2025 di Federalberghi su dati Istat riferiti al 2024, gli alberghi a cinque stelle e cinque stelle lusso erano complessivamente 771. La tabella li considera insieme, senza distinguere i due gruppi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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