Memoria, coraggio civile, democrazia: in città la Festa della Liberazione

La sindaca Castelletti nel suo discorso ha parlato di chiarezza delle parole, oltre che di antifascismo e di attualità: «La memoria della Resistenza non può essere separata dall’impegno nel presente»
  • Le celebrazioni del 25 aprile in piazza Loggia
    Le celebrazioni del 25 aprile in piazza Loggia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
  • Le celebrazioni del 25 aprile in piazza Loggia
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  • Le celebrazioni del 25 aprile in piazza Loggia
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Come tradizione vuole, le celebrazioni sono iniziate al mattino al cimitero Vantiniano, con la deposizione delle corone al Sacrario dei partigiani e la Messa. E poi, ancora le pastasciuttate antifasciste nei quartieri (dall’iconico appuntamento alla Casa del popolo, al Carmine, al ritrovo al centro Pampuri di Sanpolino) e la festa «Carmine resistente» con un teorema di iniziative, musica e tavolate benedette dal sole di questo sabato primaverile. Ma il momento clou delle celebrazioni di questo 25 aprile, nel segno dell’81esimo anniversario della Liberazione in città, è la cerimonia che vede convogliare tutti i cortei in piazza Loggia.

  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
    Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
    Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
    Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
    Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
    Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
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  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
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  • Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano
    Le cerimonia per il 25 Aprile al cimitero Vantiniano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

La cerimonia

Una piazza gremita e colorata da bandiere e stendardi, quella di oggi, che ha seguito alla lettera il cerimoniale della tradizione: prima il concerto della Banda cittadina, poi la deposizione delle corone alle lapidi di Palazzo Loggia, ai Caduti di piazza della Loggia e ai «Caduti della città di Brescia per la libertà (1943-1945)» in largo Formentone.

Alle 17.30 in punto, gli sguardi si sono rivolti al palco, da dove lo storico Davide Conti ha pronunciato la sua orazione ufficiale («Questo è uno di quei luoghi che ha rappresentato la tenuta, la difesa, la Resistenza non solo dal vecchio fascismo ma anche dal nuovo fascismo»). E da dove la sindaca del capoluogo, Laura Castelletti, e i rappresentanti delle Associazioni partigiane hanno «consegnato» i loro messaggi alla città, senza dimenticare i conflitti in corso e rimarcando l’importanza del ruolo dell’Europa in un quadro geopolitico sempre più instabile, in cui libertà e diritti sono sotto pressione.

Il discorso della sindaca

Il discorso della sindaca Laura Castelletti parte da una riflessione su cosa significhi fare memoria oggi. Non un tributo formale che le istituzioni devono al calendario, ma «un atto politico nel senso più alto e più nobile del termine: è capire da dove veniamo per sapere dove stiamo andando e anche quali compagni di strada scegliamo. Perché la storia che oggi ricordiamo non è distante da noi. Non è chiusa nei libri. È una storia che continua a parlarci, a interrogarci, a chiedere conto delle nostre responsabilità. E ci obbliga a guardare con lucidità anche il presente». Viviamo in un tempo in cui gli equilibri che davamo per acquisiti appaiono sempre più fragili: «A Est, l’aggressione della Russia di Vladimir Putin; a Ovest, le tensioni e le spinte che attraversano gli Stati Uniti con la leadership di Donald Trump; a Sud, il conflitto e le scelte disumane del governo guidato da Benjamin Netanyahu, in Medio Oriente l’islamismo fondamentalista. In questo scenario complesso, è l’Europa, il nostro continente, che continua a rappresentare un punto di riferimento, un presidio di valori, di diritti, di civiltà e noi lo ribadiamo con Brescia la tua città europea. Ed è proprio questo il punto: la libertà non è mai garantita una volta per tutte. Anche oggi esistono momenti in cui la democrazia vacilla, in cui il confine tra indifferenza e partecipazione torna a essere decisivo. Le donne e gli uomini della Resistenza lo avevano compreso bene. Ci hanno insegnato che la libertà non si difende soltanto nei momenti straordinari, ma soprattutto nella quotidianità: nelle parole che scegliamo, nei diritti che riconosciamo agli altri, nella capacità di non restare in silenzio di fronte alle ingiustizie. Ci hanno insegnato che l’antifascismo non è una memoria del passato, ma è un valore vivo non negoziabile. Perché ogni epoca ha le sue forme di oppressione. E il coraggio civile consiste proprio nel saperle riconoscere, anche quando non si presentano con i volti evidenti del passato».

L’antifascismo

L’antifascismo resta un principio da preservare: «La tentazione della legge del più forte, come la seduzione che il fascismo ha esercitato nella storia, non scompaiono: riaffiorano, cambiano linguaggio, si ripresentano con nuove parole d’ordine, come remigrazione, con nuove formule che mettono in discussione diritti fondamentali, dalla libertà religiosa, sancita dalla Costituzione, al principio stesso di uguaglianza».
Per questo, chiarisce Castelletti, oggi più che mai abbiamo bisogno di chiarezza: «Chiarezza nelle parole, perché non sono mai neutre: possono aiutare a comprendere la realtà oppure deformarla. Chiarezza nel distinguere tra libertà e arbitrio, tra sicurezza e chiusura, tra difesa dei diritti e loro negazione. È nella confusione e nell’ambiguità che trovano spazio le derive più pericolose. Per questo essere chiari significa anche assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, senza rifugiarsi nell’indifferenza o nell’idea che ciò che accade altrove non ci riguardi. E significa avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, riconoscendo quando la democrazia si indebolisce e i diritti vengono messi in discussione».

Per capirlo, sottolinea la sindaca, basta guardare il mondo intorno a noi: «Ci sono guerre che devastano città e popolazioni a poche ore di volo da qui. Ci sono democrazie che scricchiolano sotto il peso di populismi e autoritarismi che pensavamo consegnati alla storia. Ci sono diritti che vengono erosi, minoranze che vengono perseguitate, migranti che annegano in mari che sono stati culle di civiltà. Tutto questo non è lontano, non è estraneo. È, al contrario, il segno che i valori per i quali si è combattuto tra il 1943 e il 1945 non sono definitivamente al sicuro. Ed è proprio per questo che la memoria della Resistenza non può essere separata dall’impegno nel presente. Ricordare significa decidere da che parte stare quando vengono messi in discussione i principi fondamentali della convivenza civile».

Libertà e democrazia

La storia ci offre anche una direzione: «Ci insegna il valore della politica come strumento di costruzione, il ruolo fondamentale della diplomazia nei conflitti, la necessità di rafforzare l’Europa e di difendere il welfare come spazio di giustizia e coesione. Ci ricorda – conclude la numero uno di Palazzo Loggia – che sappiamo affrontare le sfide anche in modo pacifico, senza cedere alla logica della forza. Non possiamo voltarci dall'altra parte. Non possiamo permetterci il lusso dell'indifferenza, perché l'indifferenza è stata il terreno fertile su cui il fascismo è cresciuto. E perché la libertà, la democrazia, la giustizia sociale non sono conquiste eterne, sono responsabilità quotidiane. E allora facciamolo davvero, insieme. Lo facciamo nelle nostre case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni. Perché è così che si onora davvero chi ha lottato prima di noi: scegliendo, ogni giorno, la libertà, il coraggio, l’umanità. Buon 25 aprile a tutte e a tutti. Viva la Resistenza, viva la Repubblica, viva la libertà e viva la nostra città».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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