In 20 anni la popolazione bresciana è cresciuta: i dati di ogni Comune
In 20 anni la popolazione della provincia di Brescia è cresciuta, ma se alcuni comuni sono esplosi, altri si sono svuotati. I bresciani sono 100mila in più (+9%): oggi da Ponte di Legno a Pralboino, da Palazzolo a San Felice risiedono più di 1,2 milioni di persone.
La fascia più nutrita è quella tra i 14 e i 65 anni (64,3%), ma il dato allarmante è che gli over 65 (23,2%) superano gli under 14 (12,6%). Calcolatrice alla mano l’età media in provincia è di 45,9 anni. In Lombardia è di 46,4.
Chi sale e chi scende
Azzano Mella e Magasa, in base ai dati Istat, sono ai poli opposti della classifica della popolazione degli ultimi due decenni, il primo, dal 2005 al 2025, ha visto la sua popolazione crescere del 56%, da 2.247 a 3.507, il secondo ne ha persa il 44% passando da 183 a 102. Se si scorre l’elenco si vede che Magasa è in buona compagnia: in ordine troviamo Valvestino (-32%), Saviore dell’Adamello e Paisco Loveno (-30%), Lavenone (-24%), Collio e Cevo (-22%). Ben più nutrita la compagine dei Comuni che sono cresciuti: San Gervasio (49%), Corzano (40%), Brandico (35%), Moniga (34%), Comezzano-Cizzago e Berlingo (32%) e Rovato con Manerba (30%).
Insomma, la montagna si svuota, città, hinterland e la pianura, dall’Ovest al Garda, crescono. Da registrare anche la tenuta – con variazione tra il 2% e il -2% – di alcuni Comuni come Nave, Edolo, Bovezzo, Limone, Salò, Barghe e Barbariga. Pare che i bresciani si siano concentrati su alcune zone nella provincia favorite dalle vie di comunicazione come l’A4, la Brebemi, la Corda Molle e alcune provinciali come la sp237, la Quinzanese, la sp11 e la 45bis. Strade che, in effetti, nelle ore di punta, mostrano quanto siano battute con code e traffico intenso.
Il dato cambia di poco se si guarda agli ultimi sei anni: Magasa ha perso il 16,4% mentre Corzano, Brione e Castrezzato sono quelli che hanno guadagnato più residenti, rispettivamente sono cresciuti del 7,8%, 7,5% e del 6,9%.
Gli indicatori
Continuando a leggere i dati degli ultimi 20 anni anche natalità e aspettativa di vita sono mutate non di poco. Il tasso di natalità (ogni mille abitanti) è passato da 10,5 a 6,4 mentre il tasso di mortalità da 8,2 a 9,6. Quindi nel 2005 la popolazione aumentava di 2,3 unità ogni 1.000 abitanti mentre nel 2025 è diminuita di 3,2 unità ogni 1.000 abitanti. E infatti se 20 anni fa, in media, per ogni donna, c’erano 1,5 figli, ora siamo fermi a 1,2.
Cresciamo meno, quindi, ma viviamo meglio e più a lungo tanto che l’aspettativa di vita è in crescita, soprattutto per i nuovi nati: la speranza di vita per i maschi nati nel 2025 è di 82,7 anni, di 86,4 per le femmine, 20 anni fa era 78 e 84,5; per i 65enni oggi è di ancora 20,6 anni per i maschi e 23,3 per le femmine, due decenni fa era 17,2 e 22. La popolazione, ci viene detto da decenni, è invecchiata e infatti gli under 14 sono passati da 14,5% del 2005 al 12,6%; gli over 65 da 17,6% a 23,2%. L’età media della popolazione è passata da 41,6 anni a, appunto, 45,9.
Guardando, invece, agli ultimi 12 mesi non possiamo ben sperare, il trend dell’invecchiamento della popolazione non sembra regredire: i nati sono stati 8.314 nel 2024 e 8.139 nel 2025, i morti sono cresciuti, da 12.053 a 12.242. Il saldo naturale, quindi, è passato da -3.739 a -4.103.
Interessante anche il tasso migratorio: Brescia è un territorio attrattivo tanto che in un anno sono arrivati nel Bresciano da un altro Comune italiano 38.321 (erano 36mila nel 2024) e se ne sono andati 36.311 (33.710 nel 2024). Per quanto riguarda le immigrazioni dall’estero sono state 11.144 nel 2025 mentre sono emigrati 3.176 bresciani; il dato del 2024 è pressoché stabile per le immigrazioni (11.077), ma più alto per le partenze (4.638).
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