Il viaggio più difficile è guardare davvero ciò che abbiamo vicino

Non è la distanza a rendere un’esperienza significativa, ma lo sguardo con cui osserviamo. Una riflessione sull’attenzione, sulla bellezza quotidiana e sulla capacità di riscoprire ciò che ci circonda senza andare lontano
Senza andare lontano: ci sono luoghi da scoprire e riscoprire ogni giorno, Leonessa compresa
Senza andare lontano: ci sono luoghi da scoprire e riscoprire ogni giorno, Leonessa compresa
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Ovunque sei andato cercando, senza sottovalutare ciò che sembrava opaco, poco evocativo, non prezioso. Hai guardato in basso, a mezza altezza, in alto. Statue, dipinti, chiese, palazzi, musei, alberi, sentieri, montagne, colline, pianure, laghi, rive, animali, persone, cose.

Illusione dello sguardo

Eppure nella maggior parte dei casi non hai visto, ti sei solo illuso di essere andato oltre la superficie e di aver sfiorato la profondità. Hai prestato poca attenzione, dato per scontato ciò che andava analizzato con cura.

Hai presunto che un solo sguardo bastasse a fornirti non già un'infarinatura di ciò che avevi davanti, ma a fartene cogliere l'essenza. Malgrado il tuo sguardo distratto, approssimativo, supponente.

Così ti trovi a essere ciò che più detestavi: uno sciocco che va in giro e accumula cose viste, come se aumentarne la quantità accrescesse in te sapere e saggezza. Non funziona così, che la porzione di terra che hai visitato sia vastissima o minuscola.

La misura della meraviglia

Non esiste una dimensione esatta della meraviglia e forse non esistono nemmeno le parole corrette per descriverla. Vale sempre la pena cercare entrambe, meraviglia e parole. Più di tutto vale sempre la pena cercare l'emozione generata dalla bellezza e sperare di provarla, correndo il rischio che ti lasci muto.

Ora sai che ci sono posti i quali non possono essere compresi con una visita soltanto, posti a cui basta dedicare un'ora e posti che si sarebbero potuti evitare.

Hai inoltre capito che i giudizi sono opinabili e che ciò che a qualcuno sembra privo di qualsivoglia valore per un altro rappresenta un'esperienza imperdibile e unica.

Non è la distanza

Non è ciò che vedi, è come lo vedi. E non è sempre detto che dall'altra parte dell'universo ci siano cose più interessanti di quelle dietro l'angolo di casa tua. Non è la distanza, non è una cima su un altro pianeta o il firmamento di un'altra galassia a cambiare la tua visione di rocce e stelle se non nutri i tuoi occhi ogni volta che puoi.

Non deve sempre essere tutto straordinario, poiché sai che la capacità di comprendere viene dalla sommatoria degli opposti e che non potrai introiettare il bello se non impari ad assorbire il brutto. Anno nuovo chiede rinnovamento in primis nel modo di considerare ciò che si ha intorno, al fine di prepararsi a ciò che ancora non si è osservato. Ciò che devi mutare, prima del cielo che ancora non hai ammirato, è quello sotto il quale vivi.

«Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre». (José Saramago)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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