Cartoline bresciane

Giochi di buio e luce nella Basilica Minore di San Lorenzo

Un viaggio, psichico e visivo, travolgente tra decorazioni e tele enormi di pittori famosi nell'atmosfera della parrocchia di Verolanuova
Particolare della «Caduta della manna» nella Basilica Minore di Verolanuova - © www.giornaledibrescia.it
Particolare della «Caduta della manna» nella Basilica Minore di Verolanuova - © www.giornaledibrescia.it

La Basilica Minore di San Lorenzo a Verolanuova ha una facciata lineare ed essenziale, anche se dotata di una certa grazia spartana, che in queste terre ha da sempre il suo perché.

Una parrocchia di un paese della Bassa, insomma. Si entra senza grandi aspettative e una volta dentro ci si trova immersi in una penombra che lascia intuire un’ampiezza imprevista, ma non si capisce bene cosa si ha di fronte fino a quando la chiesa si accende: allora cambia tutto. Altro che Minore! Dovete sempre sperare che al vostro ingresso le luci siano spente, perché vedere questo luogo illuminarsi all’improvviso lascia senza parole. Avete presente quella sensazione che si ha da bambini quando ci si trova davanti a qualcosa di grande, che si fa fatica a cogliere nella sua interezza con lo sguardo? Ecco, questo è ciò che si prova quando le luci di San Lorenzo illuminano le decorazioni e soprattutto le tele.

Certo che i Gambara, signori di queste terre e finanziatori dell’edificio, dovevano tenerci molto a fare bella figura con i verolesi, oltre a voler dimostrare al mondo che avevano buon gusto e non badavano a spese. Così hanno commissionato tele enormi a pittori famosi. Ma non pensiate che alla quantità non corrisponda la qualità. Questi quadri sono esagerati in tutti i sensi.

Di Francesco Maffei è l’Ultima Cena con gli apostoli messi in cerchio intorno alla mensa e un Giuda (sul quale inevitabilmente cade lo sguardo prima che su tutti gli altri) che volta le spalle al Redentore seduto dalla parte opposta del tavolo. Dello stesso artista è il sensuale Angelo Custode vestito con una succinta tunichetta bianca e nera che fa pendant con il colore delle ali. Il cupo Martirio di San Lorenzo di Andrea Celesti è una macchia scura, mentre nelle tele della Natività di Maria e dell’ Assunzione in cielo, sempre di Celesti, la Madonna crea intorno a sé un globo luminoso

Tutto questo alternarsi di buio e luce crea un’esperienza visiva e psichica travolgente, che culmina in una cappellina le cui pareti laterali sono ricoperte da due opere giganti (di 10 per 5,5 metri ciascuna) di Giambattista Tiepolo: Il sacrificio di Melchisedec e La caduta della Manna, due episodi biblici che prefigurano l’Eucaristia. Li guarderete a bocca aperta, dal basso all’alto e senza distinguere bene gli ultimi metri. Vi troverete ai piedi di Mosè e vi sembrerà che la manna, gettata da angeli in cima a una nuvola, cada anche su di voi.

Uscirete da San Lorenzo con gli occhi pieni di luce, di buio e di tutti i colori passati attraverso le mani degli artisti. Sapete come si chiama tutto ciò? No, non delirio. Si chiama benedizione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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