Si è chiusa con una multa da 350 euro la vicenda di Tiziano Ronchi, il docente bresciano arrestato il 5 marzo costretto a rimanere per settimane in Nepal con l’accusa di aver prelevato dei reperti sacri vicino ad un tempio. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Bhaktapur.
Ronchi, che nei giorni scorsi ha ripreso a insegnare all’Accademia Santa Giulia, ha diffuso un video in cui racconta i suoi quasi cinquanta giorni di detenzione e parla di «esito paradossale» riferendosi al pagamento dell’ammenda, cui è stato condannato a fronte della «situazione strema» cui è stato sottoposto e della richiesta di detenzione che era stata formulata dai suoi accusatori.
Il docente bresciano, che aveva lasciato il Paese prendendosi la responsabilità e tornando in Italia, a Sarezzo, una settimana fa, ha diffuso nelle scorse ore una lettera aperta e un «Memoriale dei miei 50 giorni di costrizione», che trovate qui in allegato, in cui racconta nel dettaglio quanto accaduto intorno alle 13 del 5 marzo quando nei pressi di una piscina dominata dalla statua di un grande cobra il docente ha notato degli oggetti di legno abbandonati a terra intorno allo specchio d’acqua e li ha raccolti per osservarli.


