Tiziano Ronchi ricomincia ad insegnare: «Che emozione tornare in classe»

Il docente ieri ha ripreso le lezioni all'Accademia Santa Giulia, riassaporando la normalità dopo il rientro dal Nepal
Tiziano Ronchi fuori dall'Accademia Santa Giulia - © www.giornaledibrescia.it
Tiziano Ronchi fuori dall'Accademia Santa Giulia - © www.giornaledibrescia.it
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Arriva nella sede distaccata dell’Accademia Santa Giulia alle 8.30 in punto. Dentro, nel laboratorio di Decorazione, lo aspettano già da qualche minuto gli studenti del secondo anno. Visibilmente emozionato, Tiziano Ronchi torna a mettere piede in via Sant’Eustacchio a Brescia per provare a riassaporare la normalità della vita prima del Nepal.

«Sono trascorsi due mesi e mezzo - inarca le sopracciglia, quasi come a concentrarsi su un pensiero a voce alta -. Sono felice ed emozionato di tornare ad insegnare, non vedevo l’ora». E infatti non si trattiene più di pochi minuti sulla soglia dell’ingresso, si limita solo a dire: «Spiegherò presto le motivazioni del mio ritorno e la mia situazione giudiziaria. Ma voglio farlo con calma scrivendo una lettera dettagliata». Precisazioni che non tarderanno ad arrivare nelle prossime ore - assicura il docente 27enne, rientrato a Brescia solo pochi giorni fa dopo che il 5 marzo scorso era stato fermato dalle autorità nepalesi con l’accusa di aver raccolto dei resti archeologici nell’area del tempio Bhaktapur.

La vicenda

Al Giornale di Brescia aveva già spiegato di aver lasciato il Paese asiatico dopo l’ennesimo rinvio dell’udienza nel processo in cui è imputato, prendendosi la responsabilità della scelta personale dato che «non è richiesta la sua presenza in aula, ma basta quella dell’avvocato nepalese. Saldo nella certezza della mia innocenza, ho preso questa decisione consapevole che questa mia scelta potrebbe influire sul verdetto dei giudici, sbilanciandolo a favore dell’accusa». E la prossima udienza in Nepal è in programma proprio domani, salvo ulteriori rinvii. Probabilmente solo dopo la data del 21 aprile Ronchi divulgherà ulteriori dettagli della vicenda.

Il viaggio

Il 27enne era partito dall’Italia il 31 gennaio per un lungo viaggio tra India e Nepal che sarebbe dovuto terminare il 6 marzo. Ma il giorno prima accade tutto. Resta bloccato nel Paese quasi quaranta giorni, prima in una cella, poi in una clinica privata, dopo il lavoro diplomatico del console generale Gianluca Rubagotti. Poi, pagata una cauzione che gli permette di tornare a essere un uomo libero, decide di rientrare in Italia nonostante la questione fosse ancora aperta e seguita costantemente dalle autorità diplomatiche italiane.

In questi 40 giorni Tiziano Ronchi ha sempre ribadito la propria innocenza. E lo fa anche prima di entrare in aula: «L’Accademia Santa Giulia si è dimostrata il grande Ente quale è. Mi ha fatto sentire il proprio sostegno anche da lontano e ha sempre voluto credere in me».

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