Lo ha detto chiaramente, senza fronzoli e senza giri di parole, in perfetta coerenza con il suo stile: «Non resto in carica mezzo secondo in più». E così, Roberto Moreni, che per primo ha ricoperto una carica fortemente voluta dalla Loggia, dopo cinque anni di lavoro lascerà vuota - di qui a maggio - la sedia del commissario straordinario del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro.
Una sedia tutt’altro che comoda (questo bisogna dirlo onestamente), che non prevede alcun compenso economico e che Moreni ha occupato con una missione ben precisa: immaginare, dal nulla, un percorso possibile per aggredire e risanare l’epicentro della contaminazione per eccellenza, vale a dire il quadrilatero industriale incastrato tra le vie Nullo, Milano e Morosini dove stanno - oggi come allora - le palazzine arancioni, i silos e le vasche per le lavorazioni chimiche della vecchia Snia, poi Caffaro.




