Lo sa anche lui: il dado è tratto e «non cambierà nulla, però io devo difendere il mio territorio in ogni modo possibile». Per questo, ieri mattina, dopo la conferma che il placet per «risucchiare» una parte dell’acqua dell’Eridio fino ad abbassare il lago di un metro c’è, il sindaco di Idro ha acceso il suo pc e ha iniziato a scrivere le sue ragioni (anche) ai ministri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e della Salute, Roberto Speranza.
Perché «con questa decisione - chiarisce risoluto - si mette a rischio tutto: la salute pubblica, l’ambiente e l’economia dei nostri paesi». Un’economia che si regge prevalentemente sul turismo estivo e che ora rischia di perdere dai dieci ai 15 milioni di euro di indotto. Appena quell’acqua sarà prelevata, infatti, «sarò costretto ad emettere l’ordinanza per bloccare la navigazione» annuncia il primo cittadino.




