Rimangono altissimi i valori di Cromo VI nelle acque sotterranee dello stabilimento Caffaro di via Milano. Dagli ultimi campionamenti, eseguiti dai tecnici dell’Arpa di via Cantore il 2 marzo scorso, in contraddittorio con la Caffaro Brescia Srl, sono risultati parametri dell’inquinante tossico e cancerogeno, pari a 1.304 microgrammi per litro d’acqua nel piezometro 9, ubicato al confine sud dello stabilimento, e 994 ug/L nel piezometro CL, che si trova all’interno del reparto clorato dell’azienda.
Come già segnalato nella comunicazione del 26 gennaio scorso, Arpa Brescia ha quindi reiterato in quest’ultima nota la richiesta «che i soggetti obbligati, debbano proseguire all’esecuzione di ulteriori efficaci misure di messa in sicurezza». A allarmare, oggi come due mesi fa, è in particolare il piezometro 9 ubicato al confine meridionale dello stabilimento, da dove gli inquinanti, probabilmente, sono già fuoriusciti, a riprova di una forte preoccupazione.


