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Brescia e Hinterland

IL RETROSCENA

Omicidio Ziliani: gli insulti post confessione di Silvia a Mirto


Brescia e Hinterland
27 nov 2022, 11:26
Silvia Zani e Mirto Milani -  Foto © www.giornaledibrescia.it

Silvia Zani e Mirto Milani - Foto © www.giornaledibrescia.it

Quando il patto si è sgretolato è montata la rabbia. Messa nera su bianco in lettere finite agli atti. Paola e Silvia Zani e Mirto Milani dopo l’omicidio di Laura Ziliani avevano stabilito che non avrebbero più parlato di quanto commesso. Niente a nessuno. Silenzio anche tra di loro. Come se nulla fosse mai accaduto. E quando a maggio scorso Silvia Zani legge dalla chiusura indagini firmata dal pm Caty Bressanelli che Mirto si era confidato con il compagno di cella che aveva poi collaborato con gli inquirenti, si è sentita tradita.

Uno dopo l’altro, prima Mirto il 24 maggio, poi Silvia il 25 e Paola il 26, ormai all’angolo, sono stati costretti a confessare l’omicidio e l’occultamento di cadavere.

Le lettere

Successivamente Silvia ha iniziato a scrivere dal carcere di Verziano lettere cariche di insulti al fidanzato Mirto detenuto a Canton Mombello. Missive intercettate dagli investigatori e ora agli atti dell’inchiesta e con le quali la figlia maggiore di Laura Ziliani ha attaccato pesantemente Mirto per aver rotto l’accordo sul silenzio. «Non sai cosa ti farei» scrive la donna. Che per mesi secondo quanto ricostruito, dalla sua cella ha più volte preso carta e penna per inveire contro il fidanzato reo di aver parlato.

«Mirto non ha mai dubitato di me, così come non ha mai mostrato pentimento per quello che è stato commesso. Anzi» ha raccontato in diretta tv venerdì sera l’ex compagno di cella, ospite nello studio della trasmissione di Teletutto, Messi a fuoco. Si era fidato ciecamente dell’uomo che ascoltava le sue confidenze. E che lo ha portato a confessare. Prima racconta una versione: «Non siamo stati noi, siamo estranei a tutto», poi una seconda: «L’abbiamo trovata morta e non sapendo cosa fare abbiamo occultato il cadavere». E infine riferisce una terza versione dei fatti che sarà poi quella che confesserà anche a chi indaga: «Voleva ucciderci e l’abbiamo ammazzata».

Le intercettazioni

Il 28 dicembre 2021 le cimici installate nella cella numero 58 di Canton Mombello, pochi minuti prima della mezzanotte e mezza, intercettano un dialogo tra i due detenuti. Mirto svela i piani omicidiari che con Silvia e Paola avevano pensato. «Silvia dice: tiro un sasso in testa e l’ammazzo... robe del genere oppure l’idea era diventata... le do trentamila coltellate poi io vado in galera, non mi interessa ma almeno l’idea di Silvia è sempre stata "devo ammazzarla, devo salvare non tanto me, voi devo salvare ok?". Oppure quando andiamo a fare una passeggiata e siamo vicino ad un burrone ce la spingo dentro, eeehh"» riferiscono i verbali di intercettazione.

Otto minuti più tardi nella stessa notte di un anno fa, Mirto al compagno di cella aggiunge: «Altra idea assurda, in teoria, quella di... manometterle i freni della macchina o roba del genere ancora... che avevo visto in un episodio di Csi: metterle una sacca di plastica, con dentro un combustibile... sotto il sedile con una roba collegata». Alla fine «il trio criminale» deciderà di stordire Laura Ziliani con benzodiazepine per poi ucciderla con un sacchetto in testa chiuso con un cavo elettrico al collo.

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