Per due anni avevano pensato ossessivamente a come commettere l’omicidio. E per quattro volte hanno tentato di uccidere la madre prima della serata tra il sette e l’otto maggio 2021 quando effettivamente ci riescono. È quanto emerge dai verbali degli interrogatori choc di Paola e Silvia Zani e Mirto Milani, il trio criminale che ha confessato il delitto di Laura Ziliani, l’ex vigilessa di Temù il cui cadavere venne ritrovato l’otto agosto di un anno fa sepolto tra la vegetazione vicino al fiume Oglio nel paese dell’Alta Vallecamonica.
Le due figlie della donna - con l’aiuto del fidanzato della maggiore - hanno spiegato di avere ammazzato la madre «perché abbiamo avuto sentore della sua volontà di ucciderci perché secondo la nostra idea mia madre - si legge dalla confessione di Silvia Zani - si sentiva bloccata con tre figlie di cui una disabile e l’idea che avevamo era che voleva liberarsi di noi».




