Potrebbe essere pubblicato come un instant book. Un diario scritto con una calligrafia impeccabile. Con date, riferimenti, pensieri riportati tra virgolette. E pure sfoghi.
Come quel «ho condiviso 85 giorni con un assassino» che apre la serie di appunti scritti in carcere dal detenuto che ha incastrato il compagno di cella Mirto Milani e lo ha portato a confessare l’omicidio di Laura Ziliani commesso con Paola e Silvia Zani, le due figlie delle vittima.




