Hanno parlato complessivamente per oltre 18 ore. Ammettendo quello che per mesi avevano provato a nascondere. «Comincio dichiarando subito che siamo stati effettivamente noi ad uccidere mia madre la sera tra il sette e l’otto maggio del 2021. Nella stessa notte abbiamo poi occultato il suo corpo. Non abbiamo invece nulla a che fare con il suo ritrovamento, dovuto ad una mera fatalità».
Iniziano così le confessioni choc contenute nei verbali degli interrogatori del maggio scorso di Paola e Silvia Zani e di Mirto Milani, «il trio criminale» accusato dell’omicidio di Laura Ziliani, l’ex vigile di Temù uccisa nel paese dell’Alta Vallecamonica dalle due figlie e dal fidanzato della maggiore e il cui cadavere venne ritrovato tra la vegetazione vicino al fiume Oglio. I tre, in carcere dal 24 settembre di un anno fa, crollarono solo dopo 8 mesi di detenzione quando leggendo gli atti in occasione della chiusura indagini scoprirono che un compagno di cella di Mirto aveva raccontato agli inquirenti le confessioni del ragazzo raccolte dietro le sbarre.




