Dietro la prima porta blindata, dopo il secondo ingresso allarmato, a chiudere una fila di decine di scansie in metallo piene di reperti di ogni tipo c’è un pezzo di storia di Brescia. Oggetti, grandi e piccoli, incredibilmente conservati e intatti, che raccontano la pagina più nera della città. E ruotano tutti attorno ad una data: 28 maggio 1974. «Strage di Piazza della Loggia» recita il cartello sulla porzione di magazzino che è a tutti gli effetti un museo.
Nei sotterranei del tribunale
In fondo al grande caveau dell’ufficio corpi di reato nei sotterranei del tribunale di Brescia, un intero corridoio è dedicato all’attentato fascista di 49 anni fa che provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre 102. Ogni scatola parla, ogni busta racconta qualcosa. Degli indagati in tempi diversi e delle vittime. Sui reperti i cartellini descrittivi sono quelli dell’epoca. Scritti a mano o a macchina, impolverati, da maneggiare con estrema cura. Sono stati aperti e richiusi dai pm che negli anni si sono occupati delle inchieste sulla Strage. E rappresentano ancora oggi potenziali prove in una vicenda giudiziaria che nonostante due condanne definitive all’ergastolo, un processo davanti al tribunale dei minori che inizierà a settembre ed un’udienza preliminare in corso, probabilmente non si chiuderà mai.




