Una regola su tutte. «Devono esserci dai tre ai cinque sigilli in ceralacca e poi il piombino con impresso l’effige delle forze dell’ordine che sigillano. E lo spago attorno al plico non dove scorrere». Poi tutti i pacchi, grandi o piccoli, finiscono nel caveau blindato. Nei sotterranei del Palazzo di giustizia. Dove in pochi possono accedere.
«Solo il personale del mio ufficio. Nemmeno il procuratore capo è autorizzato» racconta Fabrizio Meli, funzionario responsabile dell’Ufficio corpi di reati del tribunale di Brescia. Ci accompagna tra i ripiani dove finisce tutto il materiale sequestrato nelle indagini penali.




