Molotov in via Morelli, il sito anarchico: «Gesto di libertà»
Se non è una rivendicazione, suona almeno come un’approvazione. Di certo c’è che il mondo anarchico si fa sentire dopo il lancio da parte di un uomo ancora senza nome, delle due molotov che, all’alba della vigilia di Pasqua hanno danneggiato il centro vaccinale di aiutiAMObrescia in via Morelli, in città. E lo fa attraverso la rete. «Chi semina coercizione cosa raccoglie? Spesso e volentieri, l’obbedienza di molti. Talvolta anche gesti di rivolta, benché di pochi. A Brescia, ad esempio, sono stati appena raccolti i cocci di un paio di molotov lanciate di primo mattino contro un centro vaccinale» si legge su Finimondo.org, blog associato dagli inquirentiad anarchici radicali.
Una pagina finita tra gli atti dell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi che, seguendo l’ipotesi eversiva, contesta il reato di danneggiamento e detenzione di arma da guerra. I carabinieri del Ros, oltre la lavoro sul campo e all’analisi delle immagini dellle telecamere di sorveglianza, fin dal primo momento si sono concentrati sui siti web. Terra moderna di rivendicazione, come accaduto in occasione della pentola a pressione carica di chiodi e bulloni fatta scoppiare davanti alla sede della Polgai di Brescia nel dicembre 2015. In merito a quanto accaduto in via Morelli, sul sito in questione viene scritto: «Secondo quella macchietta del presidente della Regione lombarda, si è trattato di un attacco ignobile. Definizione rovesciabile, giacché potrebbe venire usata anche dagli incendiari per motivare il loro gesto: la gestione politico-sanitaria-militare della pandemia dichiarata è un attacco ignobile alla libertà, condotto metodicamente e senza esclusione di colpi da un anno a questa parte».«Il vaccino non rende immuni dalla malattia, né impedisce il suo contagio». E ancora: «Qui non si tratta di contrastare una pandemia di natura biologica, ma di diffonderne una di carattere sociale. Non si cerca di combattere il Covid19, ma di sterminare il libero arbitrio. Un personale sanitario che non si vaccina è di per sé una critica ed una smentita alla propaganda istituzionale imperante, ed in quanto tale va fatto sparire. Con ogni mezzo, ricatto morale ed economico compreso. È la legge del padrone: "io ti pago e quindi ti possiedo, possiedo il tuo corpo, la tua vita e tutto ciò che hai attorno". Davanti - conclude il documento - ad ordini, minacce, ricatti c’è chi scatta sull’attenti, e chi invece…».
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