Brescia e Hinterland

Missione russa a Brescia, Italia Viva presenta un'interrogazione

Maria Elena Boschi spiega che sono stati chiesti chiarimenti al ministro Guerini sull'avvicinamento dei militari a Ghedi
Due militari russi impegnati a sanificare il viale davanti a una delle nostre Rsa- © www.giornaledibrescia.it
Due militari russi impegnati a sanificare il viale davanti a una delle nostre Rsa- © www.giornaledibrescia.it

Il punto è: nessuno può azzardarsi ad affermare con certezza che il contingente russo, inviato a Brescia durante la prima ondata della pandemia Covid del 2020, abbia effettivamente portato a buon fine un’operazione di intelligence. Ma altrettanto nessuno, in questo momento, può negare che ci abbiano provato. Tanto che più di qualcuno si spinge a dire che «sarebbe estremamente strano il contrario». Di certo c’è che gli uomini del Cremlino offrirono il loro aiuto per sanificare le Rsa e che tentarono di avvicinarsi ai punti sensibili.

Probabilmente proprio per questo furono di fatto «scortati» dal nostro esercito e durante i primi giorni di maggio non tornarono a dormire a Bergamo ma si fermarono a Rezzato, a pochi chilometri di distanza dalla base militare di Ghedi (perché - ricordano i vertici dell’Ana di Brescia - «raggiungere le case di riposo del Garda avrebbe fatto perdere troppo tempo»). Ma, soprattutto, di certo resta il carnet di dubbi che il Copasir e la politica intendono dipanare rispetto a come sia nata quella missione. A partire da Italia Viva che chiede informazioni direttamente al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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