La condanna è arrivata il 6 ottobre 2021. Un esito scontato visto che i Comuni sotto infrazione erano davvero tanti, così come i ritardi accumulati nei decenni, soprattutto quando la gestione del ciclo idrico era in mano ai Comuni. Fatto sta che la procedura aperta nel 2014 dalla Commissione europea per la mancata depurazione dei reflui è arrivata a sentenza, condannando 45 agglomerati bresciani (un agglomerato può coinvolgere più Comuni).
La Corte di Giustizia del Lussemburgo ha infatti bacchettato l’Italia per non aver rispettato la direttiva del 1991: carenza nella rete fognaria, scarsa depurazione e mancato abbattimento dell’azoto e del fosforo degli scarichi. In tutto sono circa 600 gli agglomerati italiani condannati: la prima sentenza non prevede alcuna sanzione. Ma la multa potrebbe arrivare se la situazione non sarà risolta nel giro di due anni.



