Brescia e Hinterland

L’omicidio di Viktoriia studiato da tempo: fossa già pronta

Profondità e larghezza del buco alla bocciofila accreditano l’ipotesi della premeditazione. Non risultano, per ora, complici
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Viktoriia Vovkotrub e Berisa Kadrus - © www.giornaledibrescia.it
Viktoriia Vovkotrub e Berisa Kadrus - © www.giornaledibrescia.it

Il corpo è stato trovato, il giallo della scomparsa risolto. Ma cosa sia davvero accaduto a Viktoriia Vovkotrub, la badante di 42 anni seppellita in una bocciofila abbandonata dall’ex fidanzato al Quartiere Primo Maggio è ancora tutto da ricostruire. Da martedì Berisa Kadrus è in carcere con l’accusa di omicidio e il fermo del sostituto procuratore Donato Greco è stato convalidato dal Gip. L’uomo ha fatto trovare il corpo ma non ha confessato il delitto.

Gli inquirenti ritengono altamente probabile che il delitto fosse premeditato: la donna infatti è stata trovata a quasi un metro di profondità in una fossa che sarebbe stato difficile scavare nel cuore della notte senza destare sospetti e soprattutto per un uomo, il 60enne kosovaro, con varie problematiche di salute, diabetico e claudicante. Per dare l’idea delle dimensioni della fossa basta dire che i carabinieri, con l’aiuto di diversi militari nel pieno della forma e di un piccolo escavatore, hanno avuto bisogno di quasi sei ore per recuperare il corpo.

L’ipotesi che si sta vagliando, e che aggraverebbe ulteriormente la posizione dell’uomo, è quella che la grande buca fosse già pronta, preparata in precedenza e forse occultata per giorni con le assi e le parti di mobilio che Berisa Kadrus recuperava con il suo lavoro di svuotacantine e accumulava, insieme a rifiuti di ogni tipo, nel cortiletto dell’appartamento in cui viveva e nella bocciofila abbandonata di cui aveva le chiavi. L’altra opzione è che il 60enne possa aver trovato l’aiuto di qualcuno per far sparire il corpo.  Un complice che, al momento, non sarebbe stato identificato e della cui esistenza non si sono avuti riscontri. Nelle ricostruzione dei fatti dei carabinieri i due ex conviventi dopo una serata in un bar, quella del 4 novembre, sarebbero andati a casa di lui. Da dove lei non è più uscita. Molto per capire verso quale direzione orientare le indagini arriverà dall’autopsia.

Il corpo è stato trovato legato ma non avvolto in teli o altro e quindi è stato impossibile per il medico legale stabilire come possa essere stata uccisa. Nelle prossime ore gli accertamenti stabiliranno se sia stata colpita con una lama o con un oggetto pesante oppure se siano state usate droghe o veleni. Viktoriia Kadrus comunque era più alta e più pesante dell’ex compagno, avrebbe potuto difendersi da un'aggressione ma in casa, oltre al sangue, non sono stati trovati segni di colluttazione.

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