In campo per la città - o, meglio, per «mettere a fuoco un’idea di città» -, certamente disponibile a un impegno, ma altrettanto certamente non come frontman. L’ex presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, è molto chiaro rispetto al suo futuro e dopo essere stato chiamato in causa a più riprese come possibile candidato sindaco per il centrosinistra mette più di qualche punto fermo. Il suo nome era stato messo sul tavolo, mesi fa, dalla coalizione e ripetuto di recente da Europa Verde.
Più di qualcuno ha avanzato l’ipotesi che il suo debutto elettorale per le Politiche servisse da «test» o da prova generale in vista di una sua corsa da primo per Loggia 2023.È così?
«Nessun test, mi è stata chiesta una disponibilità e l’ho data. Tutto qui. Abbiamo fatto una campagna elettorale in modo pieno, partecipando alla vita della città e del collegio con tutta la nostra attenzione. Abbiamo ascoltato molto, abbiamo raccolto idee e conosciuto persone e situazioni, abbiamo visitato sia i piani alti sia i piani bassi e le cantine. Ciò che contava era fare bene ciò che c’era da fare, cioè fare politica in modo popolare e competente».




