E siamo alla «fase 2». L’ultima, a scandire il dibattito elettorale che ci porterà alle urne a metà maggio. Da domani infatti sondaggi sono sotto silenzio. Per legge. Ma le indicazioni che emergono in questo secondo rapporto Ipsos commissionato dal GdB possono essere preziose proprio nelle prossime due settimane, per dare rinnovata linfa ad una campagna che vede i protagonisti impegnati su due fronti: da un lato la ricerca del consenso (magari eroso dalla parte avversa) e dall’altro la ricerca dell’antidoto all’incubo di tutti, quello dell’astensione.
Nando Pagnoncelli, durante la lettura del primo report di Ipsos, dalla Sala Libretti del Giornale lei aveva invitato ad una cautela nella lettura dei dati ricordando che i sondaggi vanno letti come «fotografia» del momento in cui vengono eseguiti, e non come pronostico dell’esito del voto. Fa la stessa raccomandazione anche oggi?
I dati vanno sempre contestualizzati. E questo non vuol certo dire che non abbiano cose nuove da comunicare. Questa seconda indagine fa riferimento ad interviste eseguite tra il 17 e il 21 aprile. Dunque le abbiamo concluse a tre settimane dal voto, a campagna elettorale entrata nel vivo e a candidature certe. Il cittadino elettore si è dimostrato più informato e consapevole. Ma resta un’ampia fetta di potenziali elettori che sembrano orientati a disertare le urne. E quel 6% di indecisi che non sanno ancora dove posizionare il loro voto.




