Una vittoria netta di Laura Castelletti. Nel caso di ballottaggio con Fabio Rolfi, il 28 e 29 maggio, la candidata sindaco di centrosinistra raccoglierebbe il 57,7% dei voti. Questo, almeno, il risultato secondo il sondaggio Ipsos-GdB.
A Fabio Rolfi il 42,3% delle preferenze. Se per il primo turno gli indecisi su chi votare (o addirittura se votare) sono il 6%, per quanto riguarda il secondo scendono al 4%.
Aumentano, invece, gli elettori già orientati ad astenersi: il 48,2% (contro il 36,6% del primo turno). L’affluenza stimata per il ballottaggio è del 48,8%, quasi nove punti in meno rispetto al primo turno. Ma sull’affluenza torneremo anche dopo.
I flussi
Ci soffermiamo subito sui flussi elettorali: gli spostamenti delle preferenze fra un candidato e l’altro dal primo al secondo turno. In concreto: cosa voteranno, nel caso, i sostenitori di Alessandro Lucà e Alessandro Maccabelli?
I primi in stragrande maggioranza (92,7%) Laura Castelletti, gli altri in massa (87,9%) Fabio Rolfi. Non è una sorpresa, almeno per quanto riguarda M5S, Unione popolare e Pci, orientati a sinistra. In ogni caso, visto lo scenario offerto dal sondaggio, il peso dei due candidati minori non sarà determinante nel decidere la vittoria di Fabio Rolfi oppure di Laura Castelletti.
Per i due principali contendenti, invece, conta di più riportare al ballottaggio i cittadini che al primo turno li hanno votati. L’affluenza, al secondo, è sempre in calo. Tradizionalmente i più fedeli sono gli elettori di centrosinistra. Anche stavolta. Il 72,8% dichiara che tornerà. Ma anche il centrodestra risponde in massa: il 69,5%.
Tutt’altra storia per gli elettori di Lucà e Maccabelli. Per i primi la percentuale di partecipazione è appena sopra il 50%; per gli altri intorno al 45%. D’altra parte, solo il 20% degli indecisi o di chi si è astenuto al primo turno è disposto a prendere parte al secondo (votando al 76% Castelletti).
Affluenza
Il sondaggio di Ipsos stima l’affluenza del primo turno al 57,6%, dell’eventuale ballottaggio al 48,8%. Ricordiamo che nel 2018 fu del 57,4% (Emilio Del Bono vinse al primo turno); nel 2013 del 65,5% al primo turno e del 59,2% al ballottaggio. Alle scorse regionali del 12-13 febbraio a Brescia ha votato il 47,58% dei cittadini, record negativo. Vedremo come andrà stavolta, ricordando sempre che recarsi alle urne significa partecipare alle scelte della comunità: un dovere civico e morale.
Il sondaggio relativo al primo turno offre spunti interessanti anche per ciò che riguarda l’affluenza stimata, per età, genere e professione. Ad esempio, la fascia fra i 18 e i 44 anni è quella più orientata ad astenersi (una quota intorno al 42% contro una media del 36,6%). Al contrario, i più fedeli al voto sono i cittadini fra i 55 e i 64 anni (il 65,2% andrà ai seggi).
D’altra parte, il picco dell’astensione riguarda i disoccupati (44,2%) e gli operai (42,9%). È il prodotto di una rabbia e di un malessere sociale crescenti; la politica è sentita come qualcosa di lontano ed estraneo, incapace di risolvere i problemi. Un segnale preciso che politici e amministratori di ogni colore dovrebbero cogliere.
All’inverso, gli imprenditori e i professionisti (62,6%) e gli esercenti (59,9%) sono le categorie che promettono di partecipare in maniera più massiccia al primo turno.
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