Si chiama HHC. È estratta, attraverso un procedimento chimico, dai semi e dal polline della canapa sativa. Si trova allo stato liquido, quindi può essere vaporizzata sull’erba tradizionale, spruzzata su sigarette uscite dal monopolio, ma anche svapata con sigarette elettroniche. Che sballi più della marijuana o meno della marijuana è dibattito destinato a rimanere aperto e a restare senza risposte convincenti. Quel che è certo è che è diventata illegale da ore e che lo è diventata in seguito alla iniziativa della magistratura bresciana.
Un discreto quantitativo di HHC - o esaidrocannabinolo - è stato sequestrato per la prima volta in Italia proprio nella provincia di Brescia. Venne trovato in un laboratorio clandestino insieme ad altre sostanze stupefacenti già note e catalogate. E proprio perché non corrispondeva a nulla di noto, fu sottoposto all’iter di riconoscimento. Dopo l’inserimento nel Lass (Laboratorio analisi sostanze stupefacenti) provinciale e quindi nel circuito nazionale, di questa sostanza se ne sono occupati la Direzione centrale dei servizi antidroga e il Ministero della Salute, che ne hanno valutato rischi ed effetti. L’iter si è concluso non più tardi di un mese fa: l’HHC è stata inserita per decreto del ministero della Salute nella tabella I delle sostanze stupefacenti e psicotrope insieme ad eroina, cocaina, amfetamine e «ogni altra sostanza che produca effetti sul sistema nervoso centrale ed abbia capacità di determinare dipendenza fisica o psichica». Giusto per capirci: la «semplice» cannabis invece è nella tabella II, quella nella quale sono inserite le sostanze con inferiore potere tossicomanigeno.




