In Italia la droga fattura 15 miliardi, «A Brescia cinque milioni al giorno»

Depositata la relazione al Parlamento a livello nazionale, il parere di un investigatore bresciano
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DROGHE, GIRO DA 15 MILIARDI
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La certezza di avere a che fare con un business miliardario che dopo anni di guerre sanguinose ha trovato un equilibrio per fatturare ancora di più. E la consapevolezza che nonostante gli importanti risultati investigativi raggiunti in carriera il mercato è troppo esteso e strutturato per pensare di azzerarlo.

Nel giorno in cui è stata depositata la relazione al Parlamento sul consumo di droga in Italia e che certifica un giro d’affari che supera i 15 miliardi di euro all’anno, un esperto investigatore, che da oltre 20 anni si occupa di traffico di stupefacenti a tutti i livelli, ha tracciato il profilo del mercato della cocaina a Brescia. Una rete che, secondo una stima prudente, porta a consumare fino a 30 chili di polvere al giorno, fatturando 5 milioni di euro ogni 24 ore, 365 giorni all’anno.

La situazione

Per l’uomo in divisa «A Brescia e provincia si trova praticamente solo cocaina peruviana e colombiana. E se ne trova quanta ne si vuole, dappertutto. Basta poterselo permettere. Quello della nostra provincia è un mercato molto importante e quindi le organizzazioni criminali destinano a questa zona alcune delle partite migliori, abbiamo trovato peruviana con purezza al 95%».

Rispetto ai costi invece «bisogna fare una distinzione. Tra la clientela di élite e quella dei consumatori medi. Per la prima infatti le organizzazioni hanno canali specifici in cui arriva roba che mantiene purezza all’80% (viene tagliata prevalentemente con mannitolo) e viene spaccata a circa 100 euro per la dose da 0,8 grammi. Mentre per gli altri dosi che complessivamente pesano 0,4 grammi in cui la cocaina è meno del 40% vengono vendute a 50 euro. E poi c’è l’ultima fascia, quella dei disperati che per 20 euro si possono permettere micro dosi da 0,2 con percentuali di cocaina ancora più basse».

Spaccio e traffico

Per l’investigatore sono moltissimi gli attori in campo, singoli e gruppi. Di tutte le nazionalità. «Qualcuno solo al dettaglio, altri un poco più all’ingrosso. Ci sono gruppi di italiani, magrebini, indiani, pachistani, senegalesi. Ma il traffico invece, quello internazionale che guarda anche a Brescia, è saldamente gestito dal clan della criminalità organizzata albanese». Una situazione a cui si è arrivati perché «in tempi recenti, almeno sul nostro territorio, a parte piccole liti non abbiamo registrato vere guerre per lo spaccio. Hanno tutti capito che è un mercato troppo importante e redditizio, va mantenuto tranquillo ed efficiente. Gli albanesi hanno ormai affiliati che vivono stabilmente in Sudamerica e gestiscono i contatti con i cartelli. Non ci sono più neppure gli scontri con la ’Ndrangheta che offre invece servizi, finanziari e di trasporto. I clan di origine calabrese così rischiano, investono meno, ma guadagnano comunque».

Il giro d'affari nella nostra provincia

Infine l’investigatore propone la sua stima del giro d’affari nella nostra provincia: «Impressionante. Io dico spesso che sono convinto che a Brescia si consumino tra i 30 e i 50 chili di cocaina al giorno. Abbiamo stimato che c’è una fascia del 5% della popolazione che consuma cocaina. Di questa almeno un terzo con utilizzo stabile di circa un grammo e mezzo al giorno. E poi c’è una fascia molto ampia che fa un utilizzo occasionale nel fine settimana. Non penso di stimare per difetto se ipotizzo una media di 5 milioni al giorno di fatturato».

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