Brescia e Hinterland

La Via Crucis con 1.500 fedeli in un grido corale di pace

Da San Faustino al Castello insieme alle parole di San Giovanni XXIII e di San Paolo VI. Il Vescovo: «La Croce sia sorgente di fraternità»
Alessandro Carini

Alessandro Carini

Vicecaposervizio

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IN 1500 PER LA VIA CRUCIS

Il Papa della «Pacem in Terris» e quello che, dopo aver gridato «Mai più la guerra» alle Nazioni Unite, istituì la Giornata mondiale della pace, celebrata il 1° gennaio di ogni anno a partire dal 1968. Quali migliori compagni di viaggio per fare della Via Crucis del mercoledì santo un lungo, accorato appello per la pace. E così, con le parole dei pontefici del Concilio Vaticano II, con le riflessioni alte e sempre attuali di San Giovanni XXIII e di San Paolo VI, la processione di 1.500 fedeli dalla basilica dei Santi Faustino e Giovita alla chiesa di San Pietro in Oliveto, in castello, si fa supplica orante per quel bene così desiderato e così drammaticamente lontano.

Davanti alla chiesa dei patroni, dove è posta la prima stazione, cominciano il cammino (è il vicario generale mons. Gaetano Fontana a portare la Croce) e la meditazione. Papa Roncalli ammonisce che «ogni essere umano ha il diritto al rispetto della sua persona, alla libertà nella ricerca del vero», Papa Montini ricorda che «solo nel clima della pace si attesta il diritto, progredisce la giustizia, respira la libertà. Se questo è il senso della pace, se questo è il valore della pce, la pace è un dovere».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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