Brescia e Hinterland

La nonna di Francesca Manfredi: «Non è stata giustizia»

Dopo l'assoluzione di Michael Paloschi e Francesca Rinaldi parla la donna che fece da madre alla ragazza
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Francesca Manfredi aveva 24 anni - © www.giornaledibrescia.it
Francesca Manfredi aveva 24 anni - © www.giornaledibrescia.it

Per lei Francesca è stata come una figlia. E non è una frase fatta. L’ha cresciuta fin da piccola, le ha fatto da mamma e da papà nei momenti più difficili dell’infanzia e dell’adolescenza. L’ha avuta in casa fino ad una settimana prima della morte, quando la nipote aveva deciso di andare a vivere da sola.

«Ho un dolore dentro che nemmeno si può immaginare» racconta al telefono la signora Gilda, la nonna paterna di Francesca Manfredi. Non si è costituita parte civile, ha seguito il processo da lontano e dopo aver saputo della sentenza non riesce a trattenere le lacrime.

«Dico che non c’è stata giustizia, non è stata fatta giustizia per la morte di Francesca. Uno degli imputati è uscito dal carcere, mentre mia nipote non tornerà mai più a casa». Poi una lunga pausa. «Io ho 82 anni, ho vissuto la mia vita. Se Francesca non ha avuto giustizia in un tribunale, sarà il Signore a decidere per chi oggi era a processo».

In aula, alla lettura della sentenza, c’era invece Monia, la madre di Francesca, che non riesce ad accettare la decisione. «Quello che mi risulta difficile capire è come si possa partire da una richiesta di 12 anni ed arrivare a zero. Non mi aspettavo una condanna come quella che avrebbe voluto il pm, ma nemmeno l’assoluzione per i due che erano in casa con mia figlia quella notte» commenta la donna.

I legali di Michael Paloschi e di Francesca Rinaldi - gli avvocati Valeria Cominotti e Andrea Frigo che avevano chiesto l’assoluzione per i loro assistiti - si dicono soddisfatti al termine del processo di primo grado. Di tutt’altro umore la madre della giovane vittima. «Sono delusa e amareggiata. Le condanne per spaccio mi interessano poco, ma non perché meno gravi. Io - aggiunge - penso infatti soprattutto alle due persone che erano con mia figlia durante la notte e non hanno lanciato l’allarme. Se avessero chiamato i soccorsi non è detto che Francesca si sarebbe salvata, forse sarebbe morta comunque, ma almeno avrebbero avuto un altro comportamento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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