A fiamme domate, dopo lo spegnimento di un incendio boschivo, rimangono cenere, danni e desolazione. Lo struggimento per la svalutazione estetica e anche economica del paesaggio forestale, per la perdita di elementi della biodiversità e di funzioni ecosistemiche, però, deve subito cedere il passo a considerazioni tecniche, nuove pianificazioni e interventi per garantire la ripresa del bosco e la prevenzione.
Regione Lombardia ha presentato in questi giorni il nuovo Piano delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi per l’anno 2023 (Piano Aib). Per incendio boschivo la normativa intende «un fuoco con suscettività ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree».


