In piazza del Mercato sono centinaia le manifestanti ucraine. Nei giorni più bui dell’Europa e nelle ore più drammatiche dell’assalto a Kiev a Brescia si spende un’altra sera insieme, dopo quella di ieri in piazza Paolo VI. Tempo fatto di parole, urla, dichiarazioni di disprezzo nei confronti di Putin.
Hanno parlato italiani, che con il popolo ucraino hanno legami affettivi, chiedendo «scusa per il comportamento dell’Europa». Qualche appello alla diplomazia, ma con voce sempre più flebile. L’incubo continua ed ha la forma delle voci tremanti e delle chiamate frenetiche alle famiglie rimaste a casa. Basta un lieve ritardo nella risposta, e l’angoscia diventa disperazione.



