Qualcuno al Bianchi inizia già con l’aperitivo delle 11, ma il vocìo festoso ai tavolini è sommesso rispetto al suono solenne delle campane di San Giuseppe, che chiamano la comunità ucraina di Brescia alla consueta messa domenicale.
Nadiya Vyhnanets viene da Leopoli, è in Italia da molti anni, è stata referente per gli ucraini in città dal 2005 al 2017 e adesso fa attività di volontariato in parrocchia. Siede in fondo alla chiesa, accanto a un’altra donna, e raccoglie decine di biglietti scritti in corsivo, con grafie rotonde. In una delle panche laterali alcune signore li compilano concentrate. «Sono le liste delle persone per cui pregare – spiega Nadiya -, la domenica si prega per chi non sta bene, il mercoledì per chi è morto». Insieme ai fogli si consegnano piccole offerte, per poi accendere un cerino rosso. Ce ne sono almeno un centinaio già fiammeggianti, che tuttavia non riescono a riscaldare la grande chiesa, dove la temperatura rasenta lo zero.


