Garda

Depuratore del Garda, il nodo «sublacuali» sul tavolo di Visconti

Provincia e Ato sorprese dalla nomina del commissario. E Acque Bresciane presenta il piano Lonato
L'ipotesi di depuratore a Gavardo - Foto © www.giornaledibrescia.it
L'ipotesi di depuratore a Gavardo - Foto © www.giornaledibrescia.it

Mentre a Roma il Consiglio dei ministri nominava il prefetto di Brescia Attilio Visconti commissario straordinario «per la progettazione, l’affidamento e l’esecuzione delle nuove opere per il collettaemnto e la depurazione della sponda bresciana del lago di Garda», Acque Bresciane consegnava all’Ato lo studio di fattibilità tecnica ed economica dell’ipotesi Lonato, il progetto al centro della prossima Cabina di regia del Ministero.

La nomina del commissario ha «stupito» sia Provincia sia l’Ufficio d’Ambito (Ato), proprio perché l’ingarbugliata vicenda del depuratore sembrava poter trovare una soluzione (sgradita però ai Comuni gardesani che infatti avevano invocato il commissariamento). «Spiace sottolineare che si interviene proprio nel momento in cui la politica era riuscita a trovare faticosamente una sintesi con i territori - commenta il presidente della Provincia Samuele Alghisi -. Tuttavia confidiamo nelle grandi capacità del Prefetto Visconti che saprà certamente mettere a frutto la faticosa opera fatta fino ad oggi». Toni simili da parte di Aldo Boifava, presidente dell’Ato: «La notizia ci ha sorpreso perché è arrivata proprio mentre eravamo pronti a portare la soluzione Lonato in Cabina di regia. Di sicuro, tra le scelte possibili, quella di Visconti è un’ottima scelta, sia per conoscenza nostro territorio, sia per l’impegno che ha già dedicato al tema della depurazione del Garda».

Di certo uno dei primi temi che Visconti dovrà affrontare è il peso dello stato di salute delle condotte sub-lacuali nella decisione della localizzazione del nuovo depuratore. Il decreto legge che lo nomina parla esplicitamente di «tempestiva dismissione della condotta sublacuale, giunta al termine della propria vita tecnica». Non è un segreto che l’ipotesi Lonato richieda più tempo (8 anni invece di 5) prima di poter eliminare la condotta rispetto al doppio impianto Gavardo-Montichiari.

Ieri Acque Bresciane ha pubblicato sul proprio sito il progetto di fattibilità, con tanto di cronoprogramma e «verifica» dello stato di conservazione delle condotte Toscolano-Torri. Il gap temporale per la dismissione delle sublacuali è stato ridotto, ma restano due anni di differenza: condotte eliminate nel settembre 2026 con Gavardo, nel settembre 2028 con Lonato. Già, ma come stanno le condotte? Il problema non è tanto l’integrità strutturale delle tubazioni. Ma l’attacco di ferrobatteri che creano concrezioni e vaiolature puntuali. Tra marzo e aprile 2021 Acque Bresciane ha rimosso 251 croncrezioni, più o meno le stesse individuate nell’ispezione di un anno prima (248). Segno che negli ultimi 12 mesi il fenomeno di biocorrosione si è di fatto fermato. Acque Bresciane ha comunque messo a punto un Piano per «minimizzare i rischi di possibili danni ambientali arrecati da un’eventuale rottura o danneggiamento delle condotte». Da un lato sarà sottoscritto un contratto di service con un’impresa specializzata che metta a disposizione una struttura mobile permanente (pontone e attrezzature) per poter intervenire h24 in caso di emergenza. Dall’altro il monitoraggio continuerà: il prossimo sarà anticipato dalla primavera 2022 a fine 2021; e in caso di necessità saranno sostituiti i «tratti critici» di condotta in acciaio con tubi di polietilene.

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