Il Covid non ferma i tumori: il dramma delle terapie rinviate

La sanità bresciana tra le più virtuose: «solo» il 9% degli interventi ha sforato i tempi previsti
La pandemia ha influito anche sulle cure oncologiche - © www.giornaledibrescia.it
La pandemia ha influito anche sulle cure oncologiche - © www.giornaledibrescia.it
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Oltre duemila interventi chirurgici non oncologici e più di 63mila prestazioni ambulatoriali recuperati nella seconda metà del 2021 dagli ospedali bresciani. La corsa contro il tempo per ridare respiro ad una sanità che è stata per lunghi mesi quasi completamente monopolizzata dalla Covid-19 era iniziata la scorsa estate.

La pandemia, come è noto, ha avuto un forte impatto sui servizi ospedalieri, con una riduzione complessiva del 13% dei ricoveri urgenti e del 23,8% (dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e di quasi un quarto (23,8%) dei ricoveri ordinari programmati e dei day-hospital. Se si confrontano i dati 2019-2020 il delta in Lombardia è di un calo del 72,80% dei volumi di screening del collo dell’utero, del 47,20% di quelli mammografici e del 73,90% del colorettale.

Dalla lettura dei dati completi del 2020 emerge che le nuove diagnosi di neoplasia si sono ridotte dell’11% rispetto al 2019, i nuovi trattamenti farmacologici del 13%, gli interventi chirurgici del 18%. Con l’attività chirurgica programmata sospesa o rallentata poiché le terapie intensive sono occupate da pazienti con Covid, i danni per le persone colpite da cancro rischiano di essere molto gravi, in quanto il successo delle cure dipende anche dai tempi brevi entro cui viene eseguito l’intervento chirurgico.

Negli ospedali delle quattro Asst (aziende sociosanitarie territoriali) della provincia di Brescia e in tre strutture private convenzionate, gli interventi chirurgici oncologici programmati nel 2021 erano 5.286. Quelli che sono stati effettuati nei tempi previsti in base alle indicazioni chirurgiche sono stati 4.825, con uno scarto di 461 interventi che le strutture non hanno potuto garantire.

«Il Covid ha inevitabilmente condizionato l’abituale attività sanitaria delle strutture - afferma Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia -. Per questo, abbiamo stanziato 84 milioni di euro per attuare il piano delle liste d’attesa che partirà venerdì 1 aprile e interesserà le strutture pubbliche e le private convenzionate accreditate. Ci saranno valutazioni trimestrali che avranno scadenza il 30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre di quest’anno. Oltre alle prestazioni già previste nel piano nazionale delle liste di attesa, vogliamo incrementare la produzione dell’attività di ricovero e di quella ambulatoriale. In particolare, abbiamo individuato come prioritaria le macroaree della chirurgia programmata, con particolare riferimento all’area oncologica, la diagnostica strumentale e lo screening».

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Dallo scorso anno la Regione ha rafforzato il monitoraggio dei risultati relativi al rispetto dei tempi massimi di attesa dei ricoveri chirurgici oncologici. «Il risultato di questa attività - afferma Moratti - ha determinato un incremento dei risultati che, partendo dal 60%, riferibile al biennio 2019-2020, risulta oggi superiore al 75%, mettendo in evidenza che, nell’ambito chirurgico oncologico, oltre tre pazienti su quattro ricevono le prestazioni nei tempi previsti». Dall’analisi delle tabelle emerge che i risultati delle prestazioni negli ospedali pubblici sono sovrapponibili a quelli del privato accreditato, ma nel pubblico si effettua il 62% dell’attività totale.

Ancora, nella metà degli ospedali pubblici oltre quattro assistiti oncologici su cinque vengono operati entro i tempi previsti. Oltre il 90% è il dato che emerge dall’analisi dell’attività di chirurgia oncologica negli ospedali bresciani i quali, nel 2021, hanno garantito nei tempi previsti 4.825 interventi chirurgici su 5.286, con uno scarto di 461 persone che hanno dovuto attendere più del programmato.

Di certo, sapere di avere un tumore operabile e dover attendere l’intervento non è una situazione in cui ci si augura di trovarsi. Nel dettaglio, l’Asst Garda su 484 ha rispettato i tempi per 472 (98%); l’Asst Valcamonica su 200 nel la rispettati 186 (93%); Franciacorta su 194 ne ha eseguiti 179 senza attese (92%); Spedali Civili su 2.331 ne ha effettuati 2.142 (92%). I privati: Poliambulanza su 1262 ha rispettato i tempi per 1.146 (91%); Istituto clinico Sant’Anna su 625 ne ha effettuati 561 (90%) e Città di Brescia su 189 ha rispettato i tempi per 139 (77%).SanitàLe cure sospese

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