Cento milioni di euro per provare ad andare oltre. Per recuperare gli interventi chirurgici e le visite specialistiche che la pandemia ha lasciato in sospeso, nel dolore dell’attesa. Cento milioni che verranno stanziati lunedì dalla Giunta regionale e che saranno distribuiti alla rete ospedaliera lombarda. Metà a quella pubblica, metà a quella privata accreditata. Per la provincia di Brescia la cifra dovrebbe aggirarsi intorno agli 11-12 milioni di euro.
«Puntiamo alla ripresa delle prestazioni sanitarie, calate del 9,1% a causa del Covid. Anche in questo caso, come certificato da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, abbiamo registrato una miglior performance nel periodo peggiore rispetto ad altre regioni che hanno registrato un calo fino al 20% - ha detto Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, nell’illustrare ieri in conferenza stampa le misure per ridurre le liste d’attesa. Ricordando che questo, ora, è possibile alla luce «dei minori ricoveri sia in area media sia in terapia intensiva di pazienti con Covid».
Per il recupero delle prestazioni nel pubblico sono stati dunque fissati i seguenti obiettivi: oltre il 100% degli interventi chirurgici programmati (quelli urgenti non si sono mai fermati nemmeno in fase d’emergenza) rispetto al secondo semestre 2019, con particolare attenzione all’area oncologica e cardiovascolare. Per la specialistica ambulatoriale l’obiettivo da raggiungere è di un numero di visite pari almeno a quelle che sono state effettuate nel secondo semestre 2019 con 90mila visite specialistiche in più, 100mila esami radiologici in più e 10mila esami di endoscopia del tratto digerente in più.
«Una grande attenzione verrà posta nel monitoraggio e nella riduzione dei tempi di attesa - ha spiegato Moratti -. Per questo, verrà realizzata una mappatura di tutte le strutture pubbliche e private e dei tempi di attesa per singola patologia affinché sia possibile un’attenta opera di monitoraggio. Il Welfare produrrà, con cadenza mensile, un’elaborazione dei dati, individuando le eventuali criticità e la consistenza degli eventuali ritardi. L’attività riguarderà con gli stessi criteri di fondo il monitoraggio della prestazione dei ricoveri ospedalieri, della specialistica ambulatoriale e del settore del’emergenza ed urgenza, di pronto soccorso e del 118».
Il piano per la riduzione dei tempi di attesa si ispira ad un analogo provvedimento del 2018, con un percorso sperimentale iniziato a Milano e a Brescia. Obiettivo era ridurre le attese per quelle prestazioni che superavano del 10% i tempi previsti dalle indicazioni regionali valutati in base all’urgenza della visita o della terapia chirurgica. Moratti: «Sperimentazione che aveva portato alla riduzione dei tempi del 18% e che poi si era interrotta a causa della pandemia».



