Quasi duecentomila visite ed esami prenotati agli Spedali Civili di Brescia, e ancora da effettuare. Quattro su dieci «fuori soglia» ovvero programmati oltre il tempo massimo stabilito dalla Regione. Numeri da capogiro, stabili praticamente dall’inizio dell’anno quando - dopo qualche mese di tregua che aveva consentito all’Asst cittadina di smaltire parte del pregresso - la ripresa della pandemia ha di fatto ridotto nuovamente l’accesso a reparti e ambulatori, e dirottato l’emergenza sulla lotta al virus.
Una situazione comune anche ad altre strutture bresciane, ma che nel maggiore ospedale della provincia trova il caso più clamoroso, come documentano le numerose lettere che giungono in redazione. Ricorrenti le lamentele: difficoltà a programmare le visite di controllo e a far rispettare le urgenze nei tempi richiesti dai prescrittori, appuntamenti rinviati di mesi. «Purtroppo scontiamo ancora lo stop dei mesi della pandemia - spiega il referente organizzativo del Servizio Specialistica Aziendale di Asst Spedali Civili -. Al pregresso "congelato" nei mesi scorsi e ora da riprogrammare in agenda, si aggiungono i nuovi accessi dell’ultimo periodo. A questo bisogna sommare il lavoro aggiuntivo di alcuni reparti come le Medicine, Pneumologia e gli Infettivi, che hanno da gestire il follow-up dei pazienti guariti dal Covid. Inoltre, le norme di distanziamento e sanificazione allungano i tempi tra una visita e l’altra e riducono il numero degli slot a disposizione, anche se su questo stiamo lavorando per recuperare spazi per inserire ulteriori prenotazioni».




