Brescia e Hinterland

Gelmini: «Misure inevitabili con questa crescita dei contagi»

La ministra bresciana, a «Messi a fuoco» su Teletutto, parla anche di montagna, scuola, Pnrr
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GELMINI: 'SCELTE CORAGGIOSE'

«È una misura coraggiosa, rispetto alla quale siamo tra i primi in Europa a prenderci la responsabilità, ma è l’unico modo per decongestionare gli ospedali». La ministra agli Affari Regionali Maria Stella Gelmini, in collegamento durante la trasmissione Messi a fuoco su Teletutto, difende con forza la decisione del governo di adottare l’obbligo vaccinale per gli over 50. Un provvedimento assunto dal Consiglio dei ministri riunito il 5 gennaio, con due obiettivi precisi.

Onorevole Gelmini, quali sono questi obiettivi e perché siete arrivati ad assumere tale decisione?

Questo è per noi un provvedimento molto importante, e la decisione è stata presa anzitutto guardando l’elevato numero dei contagi causati dalla variante Omicron, che ci preoccupa; dall’altro lato, oltre a voler tutelare la salute degli italiani, vogliamo tenere aperto il Paese, salvaguardare l’economia e la scuola. Osserviamo oggi una crescita dei contagi ma anche delle ospedalizzazioni, soprattutto con riferimento alle persone più anziane e alle persone non vaccinate. L’obbligo per gli over 50 risponde alla necessità di estendere ulteriormente la platea dei vaccinati e raggiungere anche le persone che ancora non hanno fatto questa scelta.

C’è la possibilità di arrivare all’obbligo vaccinale per tutti?

Come Forza Italia noi saremmo d’accordo, abbiamo anche depositato in Parlamento proposte di legge in tal senso ma è chiaro che nella maggioranza ci sono delle sensibilità diverse che noi rispettiamo. Certo la misura assunta in Consiglio dei ministri è coraggiosa e osserviamo anche che il piano vaccinale sta andando avanti a ritmi serrati con circa 500mila somministrazioni al giorno e con decine di migliaia di nuove prime dosi. Noi ci auguriamo che queste misure possano bastare.

Lunedì riprenderà la scuola. Come sarà il rientro in classe?

Sarà un ritorno non facile, ma convinto. Il governo e il presidente Draghi credono nella necessità di tenere aperte le scuole. Cambiano le regole sulla quarantena con l’obiettivo di tenere aperta la scuola non solo perché è un servizio essenziale, ma perché abbiamo riscontrato i danni della Didattica a distanza. Per noi questa è una priorità. Il 24 gennaio ci sarà la prima convocazione delle Camere per l’elezione del capo dello Stato.

Come giudica il discorso di fine anno agli italiani da parte di Mattarella?

È stato un grande discorso e il suo un grande settennato. Mattarella si è dimostrato un vero patriota, un servitore delle istituzioni, una persona che non ha esitato nei momenti più bui della Repubblica a prendere decisioni forti anche scontentando i partiti pur di fare gli interessi del Paese, e quindi è una figura che ha riscontrato un apprezzamento bipartisan. Il centrodestra avrà un ruolo decisivo.

Berlusconi è davvero il candidato giusto?

L’elezione del presidente della Repubblica deve avvenire con la più ampia maggioranza possibile, ma credo che non si possa non prendere atto di un fatto: per la prima volta dopo tanto tempo il centrodestra parte avvantaggiato perché in Parlamento ha numeri importanti, e il centrodestra pensa a Silvio Berlusconi come la persona più adatta per ricoprire questo ruolo. Vedremo se il presidente Berlusconi scioglierà la riserva e si candiderà. Qualora accadesse, non solo Forza Italia, ma anche Lega e FdI, hanno già detto che lo sosterranno. Per noi il punto di partenza è sicuramente questo.

Lei ha anche la delega alla montagna. Dopo due anni difficili dovuti alla pandemia, il rilancio da dove passa?

Passa da una strategia nazionale. Per questo ho ritenuto essenziale la presentazione di una legge quadro, che nasce dall’ascolto di università e professionisti della montagna. Abbiamo stanziato cento milioni per il 2022 e duecento dal 2023 da destinare a questi territori. L’obiettivo è quello di evitare lo spopolamento delle aree di montagna, favorire i servizi. Il Parlamento farà le proposte ma mi auguro che questa legge quadro venga approvata il prima possibile.

Il Pnrr per Brescia che cosa può rappresentare?

La nostra provincia ha già avuto 15 milioni di euro dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Io immagino che il tema del lavoro a Brescia sia centrale. Ho incontrato il presidente della Provincia, Samuele Alghisi, i referenti di Confindustria Brescia e altre categorie, e stiamo ragionando ad un piano di rilancio della formazione tecnica superiore. Le aziende faticano a trovare tecnici specializzati. Il Pnrr stanzia un miliardo e mezzo di risorse a livello nazionale per gli Its e mi auguro che una parte di queste risorse arrivi in territorio bresciano. Questa è una sfida che non possiamo perdere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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