O la rinnovazione del processo, con l’audizione di tutti i testimoni e una nuova perizia sulla presenza dei farmaci letali nel cadavere di una delle vittime, o la conferma della assoluzione.
Queste le conclusioni del sostituto procuratore generale Francesco Rombaldoni nel corso del processo d’appello a carico di Carlo Mosca, il primario del pronto soccorso di Montichiari accusato di duplice omicidio volontario nell’epoca della prima ondata di coronavirus. Per la pubblica accusa senza nuove prove non c’è possibilità di ribaltare il verdetto di assoluzione attraverso il quale il medico nel luglio del 2022 fu rimesso in libertà dopo 18 mesi agli arresti domiciliari.
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