Elezioni comunali, 26 paesi bresciani in attesa di una data

Il rinvio è stato deciso dal Cdm, il periodo scelto è tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Le urne saranno aperte per due giorni
L'emergenza Covid ha portato a un rinvio delle elezioni - Foto © www.giornaledibrescia.it
L'emergenza Covid ha portato a un rinvio delle elezioni - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Nell’ultimissimo scampolo d’estate o, più probabilmente, nelle prime settimane d’autunno. Il Governo ha deciso: le elezioni amministrative di quest’anno, che si sarebbero dovute svolgere tra il 15 aprile ed il 15 giugno, vengono rinviate e si terranno tra il 15 settembre ed il 15 ottobre.

L’opzione, connessa all’evoluzione della pandemia, era sul tavolo da tempo, ieri lo slittamento è stato sancito dal Consiglio dei ministri, che ha approvato un apposito decreto legge su proposta del presidente Mario Draghi e del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Come recita una nota di Palazzo Chigi, «il provvedimento è stato adottato tenuto conto del perdurare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e dell’esigenza di evitare fenomeni di assembramento, nonch di assicurare che le operazioni di voto si svolgano in condizione di sicurezza per la salute dei cittadini, anche in considerazione della campagna vaccinale in corso».

Nel decreto si stabilisce anche che le operazioni di voto si svolgeranno su due giornate (la domenica dalle 7 alle 23 ed il lunedì dalle 7 alle 15). Con ogni probabilità verrà riproposto il protocollo sanitario adottato lo scorso anno, quando pure le elezioni amministrative (insieme al referendum costituzionale) furono rinviate e si tennero il 20 e 21 settembre.

Il voto riguarderà 1.200 Comuni in tutta Italia, (tra cui Roma, Milano, Napoli e Torino), oltre che le suppletive per la Camera a Siena e le Regionali in Calabria. Nella nostra provincia la tornata amministrativa toccherà 26 paesi, per i quali si prolunga quindi la durata dell’attuale consiliatura. I sindaci manterranno la loro fascia tricolore per cinque mesi in più del previsto, ci sarà quindi più tempo perché emergano candidature, si formino alleanze e si stendano programmi da sottoporre al giudizio degli elettori.

Giudizio che sarà espresso in un «colpo» solo: tutti e 26 i Comuni bresciani coinvolti, infatti, hanno una popolazione inferiore ai 15mila abitanti (secondo i dati del censimento del 2011 che fa fede per legge), ragione per cui tutte le sfide si risolveranno al primo turno, senza la possibilità di arrivare al ballottaggio fra i due candidati a sindaco risultati più preferenziati. I paesi più popolosi fra quelli chiamati alle urne nella nostra provincia sono Bagnolo Mella, Castel Mella, Cazzago San Martino e Nave, tutti sopra i 10mila abitanti. Altri sei hanno una popolazione compresa fra 5mila e 10mila abitanti: si tratta di Esine, Flero, Poncarale, Pontoglio, Rodengo Saiano e Torbole Casaglia. Ve ne sono poi sedici con meno di 5mila abitanti: Anfo, Artogne, Azzano Mella, Bienno, Bovegno, Collebeato, Collio, Gambara, Incudine, Isorella, Losine, Moniga, Ono San Pietro, Ossimo, Pian Camuno e Polpenazze.

Per la maggior parte dei Comuni il voto giunge alla scadenza naturale (per quanto ora prolungata di qualche mese a causa dell’emergenza sanitaria) della tornata amministrativa. Non così per tre Municipi, quelli di Gambara, Cazzago San Martino e Rodengo Saiano. Nel paese della Bassa il ritorno anticipato ai seggi è dovuto alla prematura scomparsa del sindaco in carica, Franco Stringhini, morto il 2 agosto dello scorso anno. Nei due centri franciacortini, invece, si darà nuovamente la parola agli elettori dopo un periodo di commissariamento, successivo alla caduta dei sindaci in carica. In attesa che le forze politiche locali definiscano progetti e protagonisti, ovunque i sindaci, nell’ultimo anno imprescindibile punto di riferimento per la comunità, continueranno il loro impegno nella lotta alla pandemia.

 

 

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