Ecosistema urbano: Brescia al top per alberi e trasporto pubblico, male la qualità dell’aria

Nel report di Legambiente sulle pratiche ambientali la nostra città perde sette posizioni: è 34esima
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ECOSISTEMA, BRESCIA MENO SETTE
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Durante i terribili e angoscianti mesi della pandemia ci eravamo convinti che nulla sarebbe tornato come prima. Ci siamo ampiamente sbagliati. Lo conferma anche l’ultimo rapporto Ecosistema urbano di Legambiente, una ricerca che fotografa lo stato di salute dei capoluoghi di provincia italiani in base ai dati relativi al 2021. Nelle città italiane, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale dell’associazione ambientalista, «è tornata l’immobilità sulle strade intasate dalle auto, la presenza mini discariche intorno ai cassonetti, la coltre grigia di smog che ostacola la vista del cielo azzurro, la colorazione di alcuni fiumi inquinati da scarichi civili e industriali non depurati».

E Brescia come sta? Molto bene da alcuni punti di vista (per esempio sul fronte degli alberi e del trasporto pubblico), molto male da altri, in testa (e non è certo una novità) la qualità dell’aria, pessima secondo il report di Legambiente. La media dei vari parametri presi in considerazione ci fa perdere sette posizioni rispetto allo scorso anno: dal 27esimo posto siamo scesi al 34esimo.

Cosa respiriamo

Il capitolo «L’aria che si respira in città» è per Brescia impietoso. Prendendo in analisi il «livello della qualità dell’aria in relazione ai limiti di legge dell’Unione europea e ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità per la tutela della salute umana», la Leonessa è nel gruppo peggiore, quello che cataloga la qualità dell’aria come «scarsa». Nessuna città italiana merita il titolo di qualità «ottima», solo cinque buona (Agrigento, Crotone, Oristano, Potenza e Rieti), un folto gruppo si merita la sufficienza, ma altrettanti se la giocano tra «insufficiente» e scarso», come appunto Brescia.

Del resto se entriamo nel dettaglio, scopriamo che lo scorso anno i giorni nei quali si è registrato il superamento dei valori di ozono nell’aria sono stati ben 69, un dato che ci pone al 97esimo posto nella classifica nazionale (su 105); come noi Bergamo, con 68 giorni di supero. Peggio ancora il fronte polveri sottili, in questo caso la nostra città scende ancora e si posiziona 98esima.

Per quanto riguarda invece il fronte rifiuti, la differenziata è arrivata a quota 71,5%, un dato che piazza Brescia al 29esimo posto nazionale, senza lode e senza infamia, ma certamente si può fare meglio. Anche perchéla produzione dei rifiuti urbani per ogni abitante della città resta ancora molto alto: ben 573 chilogrammi all’anno; in questo caso nella classifica precipitiamo all’81esimo posto.

Verde

Ma per fortuna ci sono anche aspetti positivi, eccone uno, così recita testuale il report di Legambiente: «Solo a Venezia, Cagliari, Brescia, Trento, Siena e Pavia prendere il bus è una vera alternativa». I dati parlano chiaro, il numero di viaggi per ogni abitante della città arriva a quota 127, e questo ci piazza al decimo posto nella classifica generale. Ottimo anche il posizionamento sul fronte piste ciclabili, con 122 chilometri totali, i metri ogni cento abitanti sono 22: per un pelo giù dal podio, undicesimo posto nella classifica generale nazionale.

Per proseguire sulla strada degli aspetti positivi, in premessa della ricerca (realizzata appunto da Legambiente con il Sole 24 Ore), nel capitolo «Buone pratiche urbane», si segnala, come esempio nazionale, il Parco delle cave, 900 ettari di area naturalistica riqualificata dal Comune attraverso percorsi partecipati. Il miglior dato in assoluto è quello degli alberi: ben 112 ogni cento abitanti, terzo posto nella classifica nazionale. Meglio di noi solo Modena, con 115, e Cuneo con ben 206 alberi ogni cento abitanti.

Su questo fronte Brescia è destinata a guadagnare ancora posizioni, basti citare, per esempio, il progetto pilota in partenza in via Metastasio, tassello della strategia di transizione climatica denominata «Un filo naturale».

Strategia che può contare su un budget di 6,1 milioni, con contributi di Fondazione Cariplo (1,8 milioni) e Regione (1,4). In via Metastasio, parallela di via Milano, la carreggiata sarà ridotta inserendo sul lato sud un corridoio verde e piste ciclabili. Verrà realizzato un filare di 25 alberi nel rain garden mentre a nord aiuole con rosai. Altro progetto in partenza è la forestazione di quattro aree: in via Malga Bala, in via Acerbi, in via Duca degli Abruzzi e nella rotatoria di via Serpente.

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