Sia chiaro: sul versante progettuale non promette nulla. Anzi, lo ribadisce chiaro e tondo: per lui la situazione è rischiosa e la strada da dover perseguire è quella più rapida. Ma la disponibilità ad ascoltare, a questo punto c’è. Porte aperte quindi sia alla Provincia sia ai comitati che sul territorio ormai da mesi si stanno battendo per dire «no» ai due maxi depuratori che il commissario ha previsto a Gavardo e Montichiari. Parola del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.
A strappare la promessa allo schivo titolare del Mite è stata Europa Verde Brescia attraverso l’europarlamentare Eleonara Evi. Che ha deciso di scrivere direttamente a lui, ribadendo le alternative sul tavolo. «A luglio il commissario-prefetto di Brescia, istituito dal tuo Ministero su richiesta della presidente della Comunità del Garda, il ministro Mariastella Gelmini, ha promosso il progetto di due grandi depuratori per i comuni bresciani del lago di Garda a Gavardo e Montichiari con scarico dei reflui nel fiume Chiese, in un diverso bacino idrografico. Tale decisione - rimarca l’on. Evi - contrasta con la mozione approvata dal Consiglio provinciale di Brescia secondo cui i depuratori consortili devono essere costruiti nei comuni afferenti gli impianti stessi dove effettivamente tali reflui sono generati».




