Condannato per maltrattamenti: «Presto sarò libero, ma anche diverso»

Il racconto di Giovanni, dopo il percorso di introspezione con «Il Cerchio degli uomini»: «Bisogna farsi aiutare»
Giovanni (nome di fantasia) ha seguito un percorso di introspezione accompagnato da esperti
Giovanni (nome di fantasia) ha seguito un percorso di introspezione accompagnato da esperti
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«Adesso sto meglio, perché sono riuscito ad assumere un comportamento diverso. Vedo la realtà in modo diverso, ho capito che non bisogna mai alimentare rotture, spaccature, fino ad arrivare alla violenza. Posso dire di avere stabilito un dialogo corretto con la mia ex moglie». Giovanni (nome di fantasia) è stato condannato a due anni e quattro mesi per violenza domestica. Ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Ancora pochi mesi e sarà libero.

«Sarò un uomo libero, ma anche diverso», sottolinea ancora Giovanni. Grazie, molto, al lavoro di introspezione avviato con gli operatori dell’associazione Il Cerchio degli uomini, che cura i maschi violenti con le donne. «Con la mia ex moglie ho recuperato il dialogo». Un passaggio fondamentale «perché la nostra vicenda non abbia strascichi negativi su nostra figlia piccola». In questo senso, racconta, «è stato importante anche l’aiuto degli assistenti sociali. Spesso si tende a non fidarsi di estranei, a volere fare da soli, invece bisogna farsi aiutare».

Autocontrollo

Cambiare si può e si deve, dice Giovanni. Con il Cerchio degli uomini, racconta, «ho cominciato tre anni fa un percorso su me stesso». Bisogna lasciare da parte recriminazioni sulla sentenza, professioni di innocenza, ricerca di giustificazioni. «La cosa fondamentale - continua Giovanni - è non sviluppare più comportamenti che possano portare ad un’altra condanna». Si passa dall’autocontrollo e dall’autostima. «Ho capito che non bisogna provocare né rispondere alle provocazioni. Ho capito che la violenza non è mai un atteggiamento giusto».

Giovanni racconta di essere un veterano del Cerchio. «Incontro uomini di 20 o 60 anni arrivati dopo di me che cercano scuse: "Sono stato provocato", "Danno sempre ragione alla donna", "Io sono innocente", "Ho risposto alla violenza con la violenza"». In realtà, aggiunge Giovanni, «tutto questo non serve, va lasciato indietro. Il percorso ha un fine preciso: diventare una persona migliore comunque, indipendentemente dalla sentenza innocente/colpevole».

Percorso necessario

Serve acquisire autocontrollo e giusta autostima. «Non si devono vincolare le emozioni e le reazioni a ciò che gli altri pensano di te. Anche se provocati è sbagliato rispondere con la violenza». Vale nella vita sociale e nella vita di coppia. «Chi ha pulsioni violente - raccomanda - si faccia aiutare come ho fatto io. È un percorso faticoso, di analisi su se stessi, ma serve eccome». Giovanni dice che continuerà a frequentare il Cerchio degli uomini anche dopo riacquistata la piena libertà: «Mi sento migliore e voglio continuare su questa strada».

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