La patata bollente, ormai, finirà sul tavolo del nuovo commissario straordinario: Mario Nova. All’indomani dalla chiusura delle indagini - che ha portato al sequestro di circa otto milioni di euro, 7.762.000 euro per la precisione, ai vertici di Caffaro Brescia srl, azienda destinataria anche del provvedimento preventivo messo in atto giovedì mattina -, i riflettori tornano ad essere puntati sull’area cuore del Sito di interesse nazionale: il polo industriale di via Nullo.
La magistratura, proprio come il dipartimento di Brescia della Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), torna insomma così di nuovo ad evidenziare la lacuna cruciale di questa vicenda infinita: l’urgenza, la massima urgenza anzi, di mettere in atto interventi specifici necessari. È questa la partita chiave che sembra non riuscire mai a trovare avvio: gli interventi urgenti. Rimasti incompiuti, su un binario morto, nonostante ci fossero tutte le carte in regola per avviarli.




