Gli occhi che brillano, i sorrisi che si aprono sui visi, prima trattenuti dall’attesa e poi sciolti dalla soddisfazione di mostrare quel che si è stati capaci di fare, il risultato di tempo impiegato ad osservare, sperimentare, a provare e riprovare, insieme.
Sono i volti di alunne e alunni delle scuole Don Orione di Botticino a spiegare, meglio di qualsiasi parola, cosa sia il nuovo progetto didattico «Steam in misura» che la paritaria di Sera ha inaugurato, ieri, con i rappresentanti che vi hanno dato forma, e che integra scuola, impresa e territorio.
Inserito in una progettazione che l’istituto ha avviato da qualche anno, e che si sviluppa verticalmente su primaria e secondaria di primo grado, esso è stato realizzato in collaborazione con l’azienda Techne Srl, e, coinvolgendo l’Amministrazione comunale, avrà anche nel Museo del Marmo Botticino e nelle cave luoghi in cui dare seguito all’esperienza laboratoriale.
Inoltre, si candida a divenire spazio aperto per bambine e bambini di altre scuole del territorio. «È il frutto di una coralità che ci inorgoglisce - lo ha introdotto la preside Roberta Sanzeni - e che consentirà ai nostri studenti di fermarsi, osservare, comparare, riflettere e agire, con misura».
Il progetto, infatti, è centrato sulla metrologia, con particolare attenzione alla programmazione e alla robotica.
Più vicini alla scienza
A disposizione di insegnanti e allievi vi sono quindici kit Lego Spike, sette dei quali dotati di funzionalità potenziate con l’intelligenza artificiale, e tre microscopi digitali, donati alla scuola dalla prima citata Techne srl.
«Teniamo molto a tutto questo - ha assicurato Daniele Peli, ceo dell’azienda che sul territorio di Botticino ha tre sedi -: i ragazzi hanno bisogno di sperimentare, ed è fondamentale avvicinarli alla scienza e sollecitare e sviluppare in loro arte, creatività, fantasia, perché poi possano avere un qualcosa in più che servirà anche da grandi. Qui abbiamo ricreato quel che facciamo nelle nostre sedi».
Sedi che, dando seguito all’iniziativa, apriranno a visite didattiche e attività esperienziali calibrate per gli allievi, al pari del Museo del Marmo di Botticino e delle cave, con tre percorsi incentrati sui temi della misura e del colore.
Se la professoressa Stefania Pagliara, dell’Università Cattolica ha parlato di progetto «ambizioso ma solido, rigoroso e strutturato», l’assessora regionale Simona Tironi, in una lettera recapitata all’istituto, lo ha definito «di grande valore, per la collaborazione da cui nasce, e per il profondo legame con il territorio e la sua identità».



